Ebola fuori controllo per l’OMS. Ecco le ultime dal Ministero della Salute italiano.

Sempre piu’ preoccupante la situazione legata all’Ebola, il virus che sta uccidendo nell’Africa occidentale e sta spaventando molte zone del Mondo. L’ultimo bilancio parla di oltre 700 morti e soltanto negli ultimi giorni le vittime sono state una cinquantina. La colpa del dilagare dell’epidemia e della sua accentuazione nell’ultimo periodo, affermano gli esperti, potrebbe essere dei pipistrelli o della siccità. Condizioni favorevoli per il virus che continua a diffondersi con grande velocità in quattro paesi africani: Guinea, Sierra Leone, Liberia e da pochi giorni anche Nigeria.

L’Oms non usa giri di parole: «L’infezione avanza a velocità incontrollabile». E’ intervenuto Barack Obama: «Questo virus è qualcosa da prendere molto sul serio. Non si tratta di una malattia facilmente trasmissibile ma bisogna identificare, mettere in quarantena e isolare chi può trasmetterla» Quanto all’Occidente e all’Italia, vi sono state dichiarazioni rassicuranti negli ultimi giorni. Non ci sono rischi che il virus “Ebola arrivi nel nostro Paese”. Affermano dal ministero della Salute con una nota. “Il nostro Paese è attrezzato per individuare ogni rischio di importazione della malattia”. Il ministero ha da tempo dato “disposizioni per rafforzare la sorveglianza nei punti di ingresso internazionali”, con indicazioni precise sulle navi che toccano i porti dei Paesi colpiti e sulle segnalazioni di casi sospetti sugli aerei.

Ebola fuori controllo per l’OMS. Ecco le ultime dal Ministero della Salute italiano.

Rischio remoto di importazione – Del resto, sottolinea la nota, l’Oms e il Centro Europeo Controllo Malattie non raccomandano a tutt’oggi misure di restrizione di viaggi e movimenti internazionali. E pur in presenza di un “rischio remoto di importazione” dell’infezione, prosegue il comunicato, va ricordato che l’Italia non ha collegamenti aerei diretti con i Paesi affetti. “Riguardo le condizioni degli immigrati irregolari provenienti dalle coste africane via mare – conclude il documento – la durata di questi viaggi fa sì che persone che si fossero eventualmente imbarcate mentre la malattia era in incubazione manifesterebbero i sintomi durante la navigazione e sarebbero, a prescindere dalla provenienza, valutati per lo stato sanitario prima dello sbarco, come sta avvenendo attraverso l’operazione Mare Nostrum. Si ribadisce che il rischio di infezione per i turisti, i viaggiatori in genere ed i residenti nelle zone colpite, è considerato molto basso se si seguono alcune precauzioni elementari”.


Articolo di Francesco Ladisa


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