Scoperto “strano asteroide” velocissimo: rischio impatto in futuro ?

L’asteroide denominato con la sigla 1950 DA è conosciuto da tempo ed ha attirato già in passato curiosità da parte di molte persone e soprattutto addetti ai lavori, dal momento che rientra fra gli asteroidi potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta. Solo ora però degli studi approfonditi hanno evidenziato caratteristiche anomale rispetto agli altri corpi rocciosi che circolano nello Spazio.

L’orbita di 1950 DA lo porterà ad un incontro molto ravvicinato con la Terra il 16 marzo 2880, tanto che esso da solo assomma al 50% delle possibilità di impatto di tutti gli altri corpi da oggi ad allora.

1950 DA , che misura oltre 1 km di diametro, è formato da macerie e detriti ben compattati, che – fino ad ora inspiegabilmente e quasi contro le leggi fisiche, date le attuali conoscenze – non si staccano dalla sua superficie. Secondo uno studio appena pubblicato su Nature, l’asteroide noto come 1950 DA sarebbe tenuto insieme da forze coesive di Van der Waals, ed è la prima volta che un’interazione di questo tipo si rivela essenziale in un meteoride. Non si è trovata altra possibile spiegazione, visto che 1950 DA compie un giro completo su se stesso ogni 2 ore e 6 minuti mentre, secondo il modello utilizzato di solito che tiene conto solo della forza di gravità, il limite minimo del periodo di rotazione per evitare che le forze centrifughe sgretolino l’asteroide è di 2 ore e 12 minuti.

Si tratta di un asteroide , dunque, molto veloce, che viene e verrà monitorato attentamente e studiato per prevenire ogni rischio. Anche se remota, vi è una possibilità, stando agli studi degli astronomi, che l’oggetto possa impattare con la Terra nel 2880. Naturalmente nulla per cui allarmarsi, soprattutto perchè si parla di una data decisamente lontana. Resta il fatto che capire cosa tiene insieme gli asteroidi serve prima di tutto per ottimizzare le strategie per prevenire impatti futuri con il nostro pianeta. Se un asteroide è tenuto insieme dalle forze di coesione di Van der Waals, infatti, basterebbe un piccolo impulso per provocare la rottura completa del meteoride e renderlo quasi del tutto inoffensivo. Ecco perchè gli esperti vogliono percorrere questa strada in futuro.


Articolo di Francesco Ladisa


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