I rischi che anche in Italia arrivi il virus Ebola, certo, non si possono escludere. Ma i controlli delle autorità sanitarie sono molto stretti e, come dimostra il caso nigeriano (in cui l’epidemia è stata tenuta sotto controllo), nei Paesi in cui c’è un sistema sanitario efficiente i rischi di diffusione diminuiscono drasticamente. Non sono da prendere in considerazione nemmeno gli allarmismi che riguardano la possibilità che gli immigrati che arrivano sulle nostre coste siano portatori del virus, visto che i migranti che approdano in Italia provengono principalmente da Siria, Eritrea e Libia. Il virus ha invece colpito in Sierra Leone, Guinea, Liberia, Nigeria e Senegal (dove ha ormai provocato più di 3mila morti).

Ma quali sono i sintomi del virus Ebola? La malattia si fa sentire innanzitutto con febbre alta, a cui può seguire un’eruzione cutanea. Quando la situazione si fa più grave, compare una forte diarrea, emorragie interne ed esterne, vomito e insufficienza renale. Nei casi letali, la morte sopravviene nel giro di un paio di settimane. Nonostante alcuni progressi siano stati fatti nella ricerca medica, va anche detto che per il momento non esiste un vaccino.