Giornata storica : in atto l’atterraggio di Rosetta sulla cometa. Scopriremo i mattoni della vita?

Per la prima volta nella storia dell’umanità si potrà studiare in maniera diretta la composizione di materiali di una cometa posta a ben 500 milioni di km dalla Terra, tramite una sonda soprannominata per l’occasione Rosetta. Il piccolo satellite atterrerà nella giornata odierna sulla cometa denominata 67 P/ Churjumov-Gerasimenko, vagante nel nostro Sistema Solare.
Rosetta avrà il compito di prelevare campioni volti allo studio del nucleo della cometa, con la speranza di trovare elementi che riconducano ai mattoni della vita.

Il tutto si sta compiendo a ben 500 milioni di chilometri dalla Terra, una missione tutta europea con forte contributo italiano organizzata dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea). Rosetta si appresa a rilasciare il suo modulo di discesa (poco prima delle 10, in Italia) per un “accometaggio” che dovrà avvenire verso le 17. Se tutto si svolgerà come previsto, il modulo di atterraggio Philae dovrebbe inviare le prime immagini un paio d’ore più tardi.

Rosetta, già dallo scorso agosto, si trova nei “paraggi” della cometa “. L’ha osservata, fotografata e studiata da lontano, e lo farà ancora per tutto il 2015. E ora, affida al piccolo “Philae” il compito più difficile: tentare di scendere sul nucleo di un oggetto celeste turbolento, formato prevalentemente da ghiaccio, che saetta nel sistema solare e ruota a sua volta su se stesso.
Dopo la lunga traversata nel sistema solare (il lancio avvenne con un razzo europeo Ariane 5 il 2 marzo 2004), la sonda principale Rosetta resta quindi nei dintorni della cometa, dove proseguirà nella sua esplorazione.

“Durante queste fase e a questa distanza” – spiega Bruno Gardini, che è stato Project Manager della missione Rosetta per l’ESA fin dall’inizio del progetto – “la cometa non e’ ancora attiva. In pratica, non ha ancora la coda luminosa che contraddistingue le comete. Il nucleo e’ praticamente una palla di neve molto fredda ricoperta di terriccio, per cui e’ possibile atterrare con maggiore sicurezza. Scientificamente é poi molto importante che le analisi vengano fatte su materiale non ancora modificato dalla luce solare. Per questo motivo e stato necessario dotare il modulo di atterraggio di una trivella per prelevare campioni ad alcuni centimetri sotto la superficie. I campioni sono poi analizzati in loco e i dati trasmessi a terra”.

La trivella che perforerà il ghiaccio cometario è stata costruita a Milano dalla Selex ES, il cui progetto è guidato dalla professoressa Amalia Ercoli Finzi, del Politecnico di Milano: ““E’ un progetto nato nel 1997” – dice Piergiovanni Magnani, responsabile della trivella per Finmeccanica-Selex ES – “assieme all’idea di una sonda destinata ad una cometa. La grande sfida tecnologica è stata di realizzare, in soli tre anni, un sistema di trivellazione che dovrà operare su un nucleo cometario, a meno 160 gradi centigradi, in ambiente ostile e sconosciuto. La punta della trivella potrà perforare il suolo fino a 25 centimetri di profondità”.

La missione è carica di scienza e tecnologia italiana: la sonda principale, Rosetta, è stata integrata e assemblata a Torino da Thales Alenia Space, e a bordo vi sono molti apparati realizzati da centri di ricerca coordinati dall’Agenzia Spaziale Italiana.

Anche il nome “Philae” del modulo di atterraggio ha provenienza italiana: è stato assegnato da una ragazza milanese, Serena Vismara, dopo un concorso indetto dall’ESA. E’ il nome dell’isola del Nilo, dove fu trovato l’obelisco con iscrizione bilingue con I nomi di Cleopatra e Tolomeo in geroglifico.

La sonda principale “Rosetta” infatti, ha un nome che trovò, sin dall’inizio, in accordo tutti i tecnici e scienziati dell’ESA; come la famosa Stele di Rosetta, la sonda europea andrà a caccia di importanti informazioni capaci di farci decifrare i segreti e gli enigmi delle comete per comprendere meglio i segreti che ancora avvolgono la nascita del nostro sistema solare. Le comete, come ci spiegano gli scienziati, sono gli oggetti più primitivi del nostro sistema solare, e la loro composizione non ha subito modificazioni rilevanti dal momento della loro formazione. Pertanto, conservano le informazioni sullo stato primordiale della materia come era circa 4,6 miliardi di anni fa.

La speranza è di trovare elementi di rilievo, e magari, chissà, la presenza di amminoacidi.

Segui la diretta live  dell’atterraggio :


Articolo di Raffaele Laricchia


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