Dopo le scie chimiche arriva la bufala della neve chimica, vediamo di cosa si tratta

Neve chimica – Dopo le abbondanti nevicate che in questi giorni hanno interessato le regioni Adriatiche e il Sud, sul web e sui principali social network si è diffusa la bufala della neve chimica. Si tratta di video in cui si mostra della neve compattata che a contatto con un fiamma non si scioglie velocemente e si sporca di nero, come se a bruciare fossero materiali plastici. In verità il fenomeno è ben conosciuto sia dai fisici che dai chimici e in particolare prende il nome di effetto Leidenfrost. Questo effetto impedisce al ghiaccio di sciogliersi velocemente sotto l’azione di un’intensa fonte di calore. In particolare, quando un liquido entra in contatto con una massa avente una temperatura significativamente più alta del suo punto di ebollizione produce un vapore isolante che impedisce al liquido di bollire rapidamente. Inoltre l’annerimento che la massa nevosa subisce sotto l’azione della fiamma non è altro che la deposizione sulla neve dei derivati prodotti dalla combustione. Infatti l’annerimento avverrebbe anche se passassimo la fiamma dell’accendino su altre superfici. Infine, a supporto di quanto appena descritto, riportiamo di sotto il video di un esperimento in cui è mostrato il fenomeno descritto. Unica differenza consiste nell’utilizzare al posto della neve la stessa sostanza (H2O) presente allo stato liquido ma ciò è del tutto ininfluente. Infatti, nel caso in cui si utilizza la neve avviene un passaggio di stato detto sublimazione, ovvero, il ghiaccio (solido) diviene direttamente vapore acqueo (gas) saltando lo stato liquido e andando a formare lo strato di vapore isolante che genera il fenomeno.

 


Articolo di Luca Mennella


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