Previsioni Meteo Giorni della merla 2015: il vortice polare piomba sull’Italia

giorni della merla corrispondo per tradizione agli ultimi tre giorni del mese di Gennaio , ovvero 29, 30 e 31 (per alcuni 30-31 Gennaio e 1 Febbraio). E tradizione vuole che siano i giorni della Merla a portare il maggior freddo dell’inverno: tuttavia spesso ciò non accade. Come ben sappiamo il tempo atmosferico è dinamico e ogni anno è storia a se. Ci sono stati casi in cui fine Gennaio è trascorso all’insegna del gran freddo, altri in cui è trascorso all’insegna del clima mite e semplicemente nella norma.

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Quest’anno, però, pare che proprio nei giorni della merla, l’inverno voglia fare sul serio. Le ultime elaborazioni confermano infatti una tendenza ad un periodo prettamente invernale fra fine mese e inizi di Febbraio. Tutto ciò grazie alla discesa di una vasta saccatura direttamente dal Polo con aria di origine artica marittima a seguito. Sebbene sia presto per entrare nei dettagli, si prevede un diffuso peggioramento del tempo nella giornata di Venerdì 30 per l’entrata della saccatura, con maltempo forte che andrebbe a interessare soprattutto i settori occidentali della penisola e in generale il centro-sud, per il richiamo di umide correnti meridionali sul ramo ascendente della saccatura stessa. Un elemento importante sarò quello del vento, che potrebbe risultare davvero molto forte, di tempesta, su gran parte dei bacini del mediterraneo. Poi fra 31 Gennaio-1 Febbraio la tendenza è per una recrudescenza instabile al Centro-Sud e probabilmente sulle Alpi, con nevicate a quote medio-basse (ma probabilmente non di pianura).

L’immagine che vi mostriamo è eloquente: si tratta di una mappa del modello previsionale GFS, che evidenzia praticamente la presenza di un lobo del vp (vortice polare) nel cuore del Mediterraneo. Dunque freddo intenso in alta quota, non particolarmente intenso invece alle quote medio-basse e quindi al suolo. Ma in queste situazioni, in presenza di precipitazioni, l’aria fredda può facilmente precipitare al suolo e abbassare anche di molto la temperatura nei bassi strati e di conseguenza la quota neve si abbassa notevolmente. Ribadiamo il concetto: non ci troviamo di fronte a una previsione di grande gelo per la penisola, ma di una configurazione barica comunque rilevante, in grado di portare avverse condizioni atmosferiche come piogge abbondanti e temporali, grandinate, bufere di neve in montagna e venti quasi da uragano. Notare infatti le isobare (linee bianche in corrispondenza dell’Italia) molto strette, indice di forti variazioni di pressione e venti estremamente intensi.

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Articolo di Francesco Ladisa

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