Cicloni e anticicloni: descrizione e genesi dei fenomeni

Cicloni e anticicloni / I cicloni e gli anticicloni sono sistemi di circolazione caratterizzati da differenze di pressione atmosferica. Nei cicloni la pressione centrale è più bassa di quella all’esterno e la circolazione generata ruota in senso antiorario nell’emisfero settentrionale e orario in quello meridionale. I cicloni sono caratterizzati  da moti di aria ascendenti. Un sistema anticiclonico presenta caratteristiche opposte. La pressione centrale è più alta di quella esterna e in questo caso la circolazione sarà oraria nell’emisfero settentrionale e antioraria in quello meridionale, gli anticicloni sono caratterizzati da moti d’aria che discendono verso il suolo

schema di sistemi ciclonici e anticiclonici
Fonte: manualedivololibero.com

I sistemi ciclonici e anticiclonici si possono dividere in due categorie:

  • i sistemi semi-permanenti,
  • i sistemi transitori.

Per quanto riguarda i primi, questi raramente variano di molto durante un’intera stagione. Per quanto riguarda i secondi, invece, sono sistemi che variano in maniera sostanziale in funzione del tempo. Questi sono situati alle medie latitudini e possono svilupparsi e svanire nel giro di pochi giorni. A queste latitudini, lo scontro tra le Easterlies più fredde e secche e le Westerlies più calde e umide dà vita ad un forte sollevamento delle masse d’aria attorno i 60°N, associabile ad una fascia di basse pressioni che prende il nome di Fronte Polare. In corrispondenza dei punti in cui avviene lo scontro tra masse d’aria molto differenti si ha la formazione delle correnti a getto. Le correnti a getto sono flussi di vento particolarmente intensi presenti ai limiti della troposfera. Queste intense correnti possono raggiungere velocità di 150-250 Km/h, una larghezza di 150-500 Km e uno spessore verticale di 2-3 Km. La loro formazione è causata della presenza di discontinuità termiche sul piano orizzontale nelle zone intorno ai 30°N, dove si incontrano il ramo discendente della circolazione di Hadley e il ramo discendente della circolazione di Ferrel, e attorno i 60°N, dove si incontrano il ramo ascendente di Ferrel e quello ascendente della cella Polare. Nella parte settentrionale di tali fasce la pressione diminuisce molto più velocemente con la quota rispetto alla parte meno settentrionale occupata da aria più calda. In questo modo in alta troposfera si viene a creare un forte gradiente barico (variazione di pressione) che dà vita alla corrente a getto polare (la più intensa) e alla corrente a getto sub-tropicale.

Meandri della corrente a getto nell’emisfero Nord, il loro sviluppo (a, b), e infine il distacco di una “goccia” di aria fredda (c). Arancio: masse di aria più calde; rosa: jet stream.
Fonte: it.wikipedia.org

Queste correnti non seguono traiettorie rettilinee ma sono forzate a deviare dalle grandi barriere montuose. In questo modo avvengono continui sconfinamenti delle masse d’aria polari e sub-tropicali, con conseguenti irruzioni fredde verso Sud e calde verso Nord. La corrente a getto può acquisire quindi ampie oscillazioni meridiane con lunghezza d’onda dell’ordine dei 4000-10000 Km, chiamate Onde di Rossby. La scoperta delle correnti a getto ha influenzato negli ultimi decenni le conoscenze relative all’origine e alla formazione dei sistemi perturbati extra-tropicali e quindi all’alternanza dei cicloni e degli anticicloni.

Articolo a cura di Francesco Lanzillo

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