Salute / Allarme meningite: ambulatori presi d’assalto. Ecco come riconoscere i sintomi.

E’ scoppiato l’allarme meningite in Toscana dopo il decesso avvenuto nelle ultime ore di una terza persona (una donna di 34 anni), che segue altri due casi letali registrati in meno di 2 mesi. E l’interesse e la paura per questa malattia che può uccidere in pochissimo tempo si sta estendendo ora anche al resto d’Italia.

Ma bisogna sottolineare che non è in atto alcuna epidemia. Si tratta di casi isolati, che riguardano una regione che nell’ultimo triennio ha visto consolidarsi il primato in termini di casi di meningite (precedendo la Puglia). Per il momento nessun allarme nazionale e panico ingiustificato. La situazione, affermano gli esperti, è sotto controllo.

A Empoli, intanto, nelle ultime ore, ovvero in mattinata, vi sono state duemila telefonate da parte di persone che chiedono informazioni ai medici di famiglia, ai pediatri, e al pronto soccorso. Molte persone si sono recate in ospedale per fare il vaccino, dopo la decisione della Asl di fare gratuitamente a tutti i cittadini fino a 45 anni il vaccino contro il meningococco C. L’azienda sanitaria si aspettava una reazione del genere e per questo ha rinforzato i turni al dipartimento di emergenza e messo a disposizione 4 numeri per prenotare la vaccinazione o comunque chiedere informazioni. Le chiamate sono state tantissime e i telefoni sono rimasti occupati.

Intanto va avanti l’inchiesta epidemiologica. E’ stato già escluso che tra i quattro casi, con tre morti, avvenuti dal 7 Febbraio ad oggi, ci siano relazioni. Si cerca allora di capire a cosa è dovuta l’incidenza della malattia più alta della media, se a una semplice variazione statistica (la media dei casi dovrebbe essere intorno ai due all’anno) oppure ad altro.

Ecco delle preziose informazioni sui sintomi portati dalla meningite e su come comportarsi:

Meningiti: sintomi e diagnosi

I sintomi della meningite sono indipendenti dal germe che causa la malattia. I sintomi più tipici includono:

  • irrigidimento della parte posteriore del collo (rigidità nucale)
  • febbre alta
  • mal di testa
  • vomito o nausea
  • alterazione del livello di coscienza
  • convulsioni.

L’identificazione del microrganismo responsabile viene effettuata su un campione di liquido cerebrospinale o di sangue.

Nei neonati, alcuni di questi sintomi non sono evidenti. Si può però manifestare febbre, convulsioni, un pianto continuo, irritabilità, sonnolenza e scarso appetito.

Sepsi: sintomi e diagnosi

Come precedentemente descritto, i sintomi variano da una febbre transitoria (spesso più frequentemente chiamate batteriemie nel caso di infezioni da pneumococco) a invece infezioni sistemiche con compromissione di molti organi fino allo shock settico.

Malattie batteriche invasive: fattori di rischio e possibili complicazioni

Tra i fattori di rischio per lo sviluppo della meningite batterica vanno elencati:

  • età: queste patologie colpiscono soprattutto i bambini sotto i 5 anni e altre fasce di età che variano a seconda del germe. Infatti le forme da meningococco interessano, oltre i bambini piccoli, anche gli adolescenti e i giovani adulti, mentre le meningiti da pneumococco colpiscono soprattutto i bambini e gli anziani. L’introduzione dei vaccini nel calendario vaccinale pediatrico e dell’adolescente (solo per il meningococco) stanno riducendo il numero dei casi in questa fascia di età
  • stagionalità: la malattia è più frequente tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, anche se casi sporadici si verificano durante tutto l’anno
  • vita di comunità: le persone che vivono e dormono in ambienti comuni, come gli studenti nei dormitori universitari o le reclute, hanno un rischio più elevato di meningite da meningococco e di Haemophilus influenzae
  • fumo ed esposizione al fumo passivo
  • patologie: altre infezioni delle prime vie respiratorie o alcune immunodeficienze possono determinare un maggior rischio di malattia meningococcica. Immunodepressione, asplenia, insufficienza cardiaca, asma e l’Hiv sono invece un fattore di rischio per la malattia invasiva pneumococcica.

La malattia può avere complicazioni anche gravi, con possibili esiti permanenti.

Malattie batteriche invasive: trattamento

Il trattamento della meningite batterica si basa soprattutto sulla terapia antibiotica. L’identificazione del batterio che causa la malattia è importante sia per orientare la terapia antibiotica del paziente, sia per definire se è necessaria la profilassi dei contatti.

Dunque, la terapia consiste nella somministrazione di antibiotici (a volte può essere utile associare anche cortisone), che servono a prevenire eventuali complicazioni. Talvolta è necessario il ricovero del malato in terapia intensiva, ad esempio per tenere sotto controllo la pressione bassa, le convulsioni e altri sintomi, quindi possono servire farmaci per così dire di supporto. L’evoluzione della malattia purtroppo è rapidissima, però se la cura funziona anche la guarigione è altrettanto rapida: bastano 72 ore perché il giovane si riprenda completamente. (Di recente a Pisa nel reparto di malattie infettive diretto da Francesco Menichetti è stato salvato un ragazzo di 17 anni con “purpura fulminans”, una situazione molto grave)

Malattie batteriche invasive: prevenzione e vaccinazione

In caso di meningite da meningococco e, in misura minore, da Haemophilus influenzae b, i contatti stretti del malato hanno un maggior rischio di ammalarsi rispetto alla popolazione generale. Per questo è indicata la loro profilassi antibiotica e sorveglianza.


Articolo di Francesco Ladisa


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