Strage di ulivi in Puglia: oggi i primi abbattimenti per combattere la Xylella

Strage di ulivi in puglia/ Batterio Xylella – Quest’oggi sono partiti i primi abbattimenti di ulivi da parte dello Stato con il fine di combattere il batterio della Xylella. Tra sgomento, amarezza e polemica cerchiamo di fare un po di chiarezza su quanto sta accadendo nella terra degli ulivi.  A livello amministrativo la situazione risulta molto ingarbugliata e confusa. L’allarme europeo di quarantena da Xylella è stato lanciato dalla Regione Puglia, certa che il disseccamento degli ulivi nella Regione sia causato dal batterio della Xyella. La Commissione Europea, di conseguenza, ha lanciato un allarme di quarantena nonostante l’EFSA (European Food Security Agency) si era già espressa in maniera molto mitigata sulla questione. Infatti, al momento, non vi è prova scientifica di patogenicità sugli alberi di ulivo in Puglia. 

Puglia: abbattimento ulivi affetti da Xyella

Nonostante tutto, la regione e lo Stato, adottando una politica dura, si è precipitato a preparare un decreto legge per la dichiarazione dello stato di calamità naturale senza avere la certezza scientifica che si tratti di Xylella, decreto che prevede la eradicazione degli alberi di ulivo. Al di la dell’effetativa causa dell’essicamento delle piante, adottando questa politica, il danno produttivo, economico ma anche turistico, è assicurato. Inoltre sono numerose le segnalazioni degli agricoltori riguardanti diversi ulivi curati con efficacia da alcuni di questi e che molte altre piante si stiano riprendendo. Di conseguenza iniziano a sorgere spontanee alcune domande:

    1. Come si può procedere all’abbattimento se non si è ancora sicuri che la Xyella è la causa principale dell’essicamento degli ulivi?
    2. Perché l’azione dello stato della Regione non si concentra sulla ricerca di una cura ma all’abbattimento di piante secolari?
    3. Come mai non vengono ascoltati gli stessi agricoltori che stanno riuscendo a curare le piante affette dal batterio?

Secondo quanto appena scritto appare evidente che la situazione è trattata in maniera molto dura e poco chiara. Di conseguenza è molto lo scalpore e il dispiacere per le prime piante abbattute. Tuttavia è di questi minuti la notizia che a Veglie, in provincia di Lecce, a causa della massiccia presenza di manifestanti è stata interrotta l’eradicazioni delle piante.  Se qualcuno è in grado di fornire maggiori informazioni e fare  chiarezza sull’argomento può contattarci all’indirizzo info@serviziometeonazionale.it.

Anziano agricoltore: lo sguardo esprime tutto il dispiacere


Articolo di Luca Mennella


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