Rivoluzione traffico e mobilità: limite di 30 km/h in città, ecco quali comuni in Italia

Un cambiamento molto importante sta facendo discutere nelle ultime ore, anche sul web. Si tratta dell’imposizione del limite di velocità a 30 km/h nei territori urbani, quindi all’interno delle città. Non si tratta di una legge già approvata ma se ne è parlato ampiamente nell’ambito della “tre giorni” per ridisegnare la mobilità negli spazi pubblici e il traffico, che si è tenuta a Bologna (organizzato dalla Rete Mobilità Nuova). I consensi non mancano, a cominciare dagli assessori di Bologna, Milano e Torino, che potrebbero essere “le prime 3 città ad andare a 30 all’ora”. E a seguire il provvedimento potrebbe estendersi a tutta Italia.

I tre grandi comuni del Nord Italia si candidano ad essere le prime città 30, in cui il limite di 30 km/h sarà esteso a tutto il territorio urbano (a eccezione delle arterie di scorrimento). Città complessivamente più a misura di pedone e ciclista dove soltanto sulle strade principali si potrà continuare ad andare a 50 km/h. Si tratta della prima simbolica pietra di un progetto molto più ampio, e ancora in stato embrionale, che vede la creazione di un nuovo soggetto unitario promosso da Bologna, Milano e Torino, insieme con Rete Mobilità Nuova, per dare continuità all’azione della Rete affiancando quella dei Comuni virtuosi e delle associazioni.

Ad esultare, in primis, per l’arrivo delle prime “città 30″ è Legambiente, da sempre in prima fila nelle battaglie per avere strade meno inquinate e più vivibili. “Passare da una città dove i 50 chilometri orari sono la regola e i 30 l’eccezione, all’esatto contrario, introducendo il limite di 30 nei centri abitati e l’eccezione a 50 sulle principali arterie di scorrimento è un atto di grande coraggio da parte di queste tre grandi città”, ha commentato l’associazione. La scelta di Milano, Bologna e Torino potrebbe sul serio aprire la strada a un nuovo modello di mobilità urbana con gerarchie completamente capovolte, che vedrebbe “balzare in testa” pedoni, ciclisti, trasporto pubblico e pendolari al primo posto in un’ottica di reale efficienza, qualità e sicurezza dello spostamento, rispetto ad auto e tutto il resto.


Articolo di Francesco Ladisa


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