Salute – Col caldo si diffondono le zecche, ecco come difendersi

Con il caldo in aumento si diffondono questi piccoli animaletti che non sono da sottovalutare per le conseguenze che possono portare sull’uomo. Nelle ultime settimane sono stati registrati alcuni casi, senza conseguenze gravi, di punture di zecche.

Le zecche sono parassiti ematofagi di molti animali e anche dell’uomo, e possono essere pericolosi agenti di trasmissione di malattie infettive.

Le specie più note sono la zecca del bosco (Ixodes ricinus) e la zecca del cane (Rhipicephalus sanguineus), lunghe più o meno 1–2 mm negli stadi giovanili, ma anche più di un centimetro nello stadio adulto.

Non volano, non saltano, bensì si muovono utilizzando i loro piccoli arti.

Le zecche sono vettori di diverse malattie, sia dell’uomo che degli animali.

  • La piroplasmosi, o babesiosi, è causata da un protozoo che, iniettato dalla zecca tramite la saliva, si localizza nei globuli rossi invadendoli e distruggendoli provocando ittero, febbre ed emoglobinuria. Rari casi di infezione umana sono stati segnalati nel nord-est degli Stati Uniti d’America e nell’Europa settentrionale.
  • La rickettsiosi, o febbre bottonosa, il cui agente è Rickettsia conori e il cui vettore è la zecca del cane Rhipicephalus sanguineusappartenente alla famiglia degli Ixodidae. Questa malattia provoca febbre, cefalea, artralgia ed una tipica eruzione esantematica localizzata sugli arti e sul tronco.

Come difendersi dalle zecche? Si possono seguire alcuni piccoli accorgimenti, premettendo che questi animaletti prediligono ambienti umidi e ricchi di vegetazione.

Rimedi per difendersi dalle zecche
“Quando una zecca si attacca all’uomo nella maggior parte dei casi non vi sono conseguenze – spiega l’esperto  – alcune volte può esserci una reazione locale con arrossamento, gonfiore e prurito, analoga a quella causata da corpi estranei nella cute, come ad esempio schegge di legno, legata alla permanenza del rostro nella cute. In casi più rari la zecca può trasmettere all’uomo alcune malattie infettive e, in particolare, la Malattia di Lyme.“

A livello preventivo, è consigliabile quando ci si reca in parchi naturali o comunque zone ricche di vegetazione, vestirsi in maniera adeguata, senza scoprirsi eccessivamente, magari con abiti bianchi in modo da identificare la presenza di questi animali. Si può cospargere di repellenti gli stessi vestiti e la nostra cute, con moderazione.

Una volta a casa è importante lavare i vestiti ad alte temperature e ispezionare accuratamente tutto il corpo prima della doccia: le zecche si vedono a occhio nudo e tendono a localizzarsi preferibilmente su testa, collo, fianchi e nelle pieghe cutanee (ascelle, inguine, dietro le ginocchia).

“Quando ci si accorge di avere addosso una zecca è importante non spaventarsi, non cospargerla di liquidi o altre sostanze, né schiacciarla. Una zecca va rimossa, possibilmente con un paio di pinzette. Se il rostro (l’organo che la zecca usa per attaccarsi) rimane nella pelle, estrarlo “grattando” la cute con un ago da siringa sterile e disinfettare con prodotti non colorati”.

 


Articolo di Francesco Ladisa


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