Ilva, video shock: fumi e fiammate. L’industria continua ad “avvelenare” Taranto

Fra denunce, atti, polemiche e quant’altro, lo stabilimento siderurgico dell’Ilva continua ad essere attivo e a inquinare Taranto.

L’industria è ormai nota in tutta Italia e all’estero, per le ripercussioni che ha sull’ambiente e di conseguenza sulla salute della popolazione locale, per cui più volte ambientalisti e non solo hanno protestato invocando la chiusura degli impianti. Una soluzione definitiva però non è ancora stata intrapresa.

Intanto, ecco un nuovo filmato clamoroso che nelle ultime ore sta circolando in rete. Il presidente del Fondo Antidiossina di Taranto Fabio Matacchiera ha realizzato questo nuovo video sulle emissioni dell’Ilva, denominato con forma provocatrice “Battaglia nei cieli”.

Nel video, realizzato la notte fra 15 e 16 Luglio, sono riprese le aree Grf (Gruppo rottami ferrosi), Afo2 e Afo4. Le immagini documentano fiammate e fumi che si sprigionano sopra il Siderurgico. “Avevano promesso interventi di ambientalizzazione – commenta Matacchiera – ma alla fine non cambia nulla. Questa é l’Ilva di Taranto che ancora oggi il governo difende, mentre la magistratura cerca in tutti i modi di evitare che questa fabbrica possa impunemente inquinare. Dall’area paiole, sotto sequestro, stanno scaricando l’impossibile. Continuano imperterriti – attacca l’ambientalista – a fare quello che vogliono”. A pochi metri dalle fiammate e dalle ciminiere dell’Ilva ci sono le case del quartiere Tamburi. E’ il rione popolare più colpito dai veleni della fabbrica che grazie ai decreti salva Ilva continua a produrre indisturbato nonostante le perizie abbiano accertato che le emissioni della fabbrica siano causa di “malattia e morte”.


Articolo di Francesco Ladisa

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