La controcorrente oceanica equatoriale: perché si forma e cosa comporta

La controcorrente oceanica/Le correnti oceaniche superficiali si muovono seguendo il ritmo che la circolazione generale dell’atmosfera porta. In tutto questo, però, vi sono delle controcorrenti molto importanti che influenzano la perturbazione stravolgendo la circolazione stessa.

In particolar modo, la controcorrente più importante è quella che si genera intorno ai 4° Nord e prende il nome di controcorrente equatoriale(o circolazione intertropicale). Grazie allo studio del trasporto di Ekman si possono stabilire zone di convergenza, dove vi è un surplus di acqua, e divergenza, in cui vi è un deficit di acqua, alle quali sono associate rispettivamente zone di alta e bassa pressione per le approssimazioni idrostatiche.

E’ evidente la zona di convergenza nel punto di minimo relativo in cui la corrente va contro gli alisei.

Nel punto di minimo relativo, intorno ai 4°Nord, si ha una zona di convergenza alla quale, come detto prima, viene associata una zona di alta pressione. Per le approssimazioni geostrofiche, inoltre, il vento deve lasciare a destra l’alta pressione creando una controcorrente subtropicale che si muove in maniera opposta agli alisei. All’equatore, invece, non si ha trasporto(Coriolis è nullo) quindi l’acqua segue normalmente gli alisei, riportando la situazione alla normalità.


Articolo a cura di Alessio Colella

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