Istat, rapporto qualità ambiente urbano: lieve miglioramento complessivo

Un piccolo ma significativo miglioramento della qualità dell’aria generale si evince dall’ultimo rapporto illustrato dall’Istat (istituto nazionale di statistica).

Nell’ambito del rapporto “Qualità dell’ambiente urbano” relativo al 2014, si osserva infatti un miglioramento della qualità dell’aria relativo alle polveri sottili, un ulteriore calo del tasso di motorizzazione e una ripresa della domanda di trasporto pubblico; il consumo domestico di energia elettrica scende mentre aumenta l’uso delle fonti rinnovabili; restano elevate le dispersioni idriche, al 36,9%, e in crescita anche la raccolta differenziata dei rifiuti sebbene ancora lontana dai target prefissati.

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I capoluoghi dove il valore limite per il PM10 è superato per oltre 35 giorni scendono da 44 a 35, mentre diminuiscono da 35 a 23 le città in cui si rilevano superamenti dei limiti per il biossido di azoto. Per le polveri sottili (PM10 e PM2,5) le situazioni più critiche sono a Frosinone, Torino, Alessandria, Vicenza, Benevento, Cremona, Lodi, Milano, Cagliari e Palermo.

Sul fronte dei rifiuti, la raccolta differenziata aumenta di 2,9 punti percentuali al 38,6%, ancora lontana dai target fissati (65% già nel 2012). Le città più virtuose si trovano al Nord, con in testa a Pordenone (79,4%) e Mantova (77%). Quote sotto al 10% si registrano invece tutte al Sud: Foggia, Siracusa, Enna, Caltanissetta, Palermo, Messina, Catania, Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio di Calabria.

Passando ai consumi energetici, quelli domestici continuano a calare (-7,3% sul 2013) scendendo nei capoluoghi a 1.056 kWh per abitante. Aumenta invece l’uso delle fonti rinnovabili. In tema di acqua, cala ancora il consumo domestico della potabile mentre restano elevate le dispersioni di rete, al 36,9%. In media, dei circa 389 litri per abitante immessi giornalmente nella rete di distribuzione dei capoluoghi, se ne erogano 245. Nelle grandi città sprechi sopra la media sono a Venezia, Trieste, Firenze, Roma e in tutti i grandi comuni del Sud tranne Reggio di Calabria, Messina e Palermo.


Articolo di Francesco Ladisa


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