Etna, ultime notizie: fortissimo tremore vulcano, ecco il comunicato INGV

L’Etna continua ad essere in fermento. Nella mattinata di oggi, si è verificata una nuova violenta eruzione (la seconda in 36 ore).

Il parossismo si è concluso abbastanza rapidamente ma il tremore del vulcano (indice dell’attività “invisibile”) si mantiene elevato, anche più elevato di questa mattina, e continua a fuoriuscire lava dal cratere a pozzo (pit crater) apertosi sul fianco orientale del cono del Nuovo Cratere di Sud-Est. Segnali che fanno presagire nuove possibili eruzioni anche molto intense.

Intanto, l’INGV ha fatto il punto della situazione approfondendo l’evento parossistico di stamane, nel suo ultimo comunicato:

Il secondo episodio parossistico del cratere Voragine dell’Etna in meno di 36 ore ha raggiunto l’acme fra le ore 09:00 e 10:00 UTC (=ore locali -1), con alte fontane di lava e una colonna eruttiva che ha raggiunto l’altezza di almeno 7 km sopra la cima del vulcano in circa 10-15 minuti dopo l’inizio della fase parossistica. La foto a sinistra, di Boris Behncke (INGV-Osservatorio Etneo), mostra la colonna eruttiva vista da Misterbianco, sul versante meridionale, alle ore 09:38. Dopo le ore 10:00, l’attività esplosiva è gradualmente diminuita, per passare a sporadiche emissioni di cenere nel tardo pomeriggio del 4 dicembre 2015. Questo parossismo è stato accompagnato da frequenti emissioni di cenere marrone-grigiastra dal nuovo cratere a pozzo apertosi recentemente sull’alto fianco orientale del cono del Nuovo Cratere di Sud-Est (NSEC); queste emissioni stanno continuando al momento che questo aggiornamento è pubblicato. Resta ancora elevata l’ampiezza del tremore vulcanico, che in corrispondenza con il parossismo di stamattina ha raggiunto un picco più alto rispetto a quello associato al parossismo di ieri notte. Con il buio della sera, si osservano sporadiche esplosioni stromboliane sia dalla Voragine sia dal cratere a pozzo sull’alto fianco orientale del NSEC.

Il materiale piroclastico di ricaduta più grossolano è stato depositato sull’alto versante sud-occidentale del vulcano, al di sopra di 2000 m, mentre ricadute di cenere sono avvenute nel settore orientale in zona Giarre – Zafferana Etnea.

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Articolo di Francesco Ladisa


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