Luglio 2016 è il mese più caldo della storia: il record annunciato dalla NASA

Il responso era nell’aria, ma adesso è ufficiale, grazie ai dati NASA che elevano il mese di Luglio sul gradino più alto del podio fra i mesi più caldi della storia. I dati diffusi dal direttore del Goddard Institute of Space Studies della Nasa, Gavin Schmidt, non lasciano dubbi: Luglio 2016 è il più caldo da quando si registrano ufficialmente le temperature con misurazioni strumentali precise e sistematiche.

Il valore risultante è di 0,84 gradi centigradi sopra la media presa come riferimento del periodo 1950-­1980, 0,11 gradi superiore al record precedente, che apparteneva a Luglio dell’anno scorso. Ma il nuovo picco rappresenta anche il 15esimo mese consecutivo più caldo, se raffrontato con lo stesso mese degli anni precedenti. Giugno 2016 aveva fatto segnare il record per il giugno e il primo semestre più caldi mai misurati, e la sequenza va indietro, senza soluzione di continuità, fino a ottobre 2015 (secondo la Nasa). Nonostante la differenza del tipo di misurazioni, il dato, allarmante, è il trend in continua crescita che non mostra alcun rallentamento. Anche le previsioni non sono confortanti: “il 2016 sarà l’anno più caldo di sempre”, stando alle misurazioni della NASA. Buona parte dell’anno è ormai andata in questo verso ed è difficile che il trend possa mutare.

Tra i fattori tenuti sotto osservazione ci sono le emissioni di gas serra, i principali responsabili dell’innalzamento delle temperature. Sempre secondo le rilevazioni del Noaa (il National oceanographic and atmospheric administration, l’ente di monitoraggio climatico e meteo statunitense) l’anidride carbonica ha superato la media globale di 404 parti per milione a marzo 2015 ed è in continua crescita. Così anche in Antartide, dove si sono superate le 400 ppm per la prima volta in quattro milioni di anni.

Stando ai climatologi, l’eccezionale caldo del 2016 è dovuto anche alla ‘coda’ di El Niño, il fenomeno climatico periodico che mediamente ogni cinque anni innalza le temperature dell’oceano Pacifico. Il riscaldamento globale però potrebbe essere stato addirittura attenuato negli ultimi 20 anni a causa (o meglio, per merito) dell’eruzione di un vulcano nelle Filippine. Il Pinatubo nel 1991, riversò in atmosfera una quantità di ceneri e pulviscolo in grado di fare da schermo ai raggi solari.

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Articolo di Francesco Ladisa


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