Terremoto nelle Marche : diga di Cingoli fa paura. Il sindaco ” rischiamo un disastro apocalittico”

Terremoto al centro Italia/ C’è molta preoccupazione nelle Marche, segnatamente nell’area in cui sorge il lago artificiale di Cingoli, dove gli ultimi forti terremoti hanno messo a rischio l’intera struttura.

La diga di Cingoli è una struttura a sbarramento costruita sul fiume Musone nel 1987. Si tratta della diga più estesa del centro Italia tanto che viene sorvolato da tre viadotti.
I terremoti degli ultimi mesi, a cominciare da quello di Amatrice del 24 agosto, hanno pian piano destabilizzato la struttura della diga attraverso piccole lesioni e crepe diventate sempre più numerose.
Il viadotto più grande è stato chiuso in via precauzionale, ma a quanto pare non si intravedono lavori per il consolidamento della struttura. Gli oltre 10mila residenti della zona temono un “incubo Vajont”.

Già nel 2011 ci furono ispezioni al viadotto principale da parte della Protezione Civile : emerse un rischio dell’84% in caso di eventi sismici rilevanti.
La seconda ispezione è stata effettuata ad agosto 2016, dopo la scossa M6.0 con epicentro ad Accumoli. Il secondo dossier redatto da tecnici comunali, Protezione Civile e consorzio di bonifica, ha portato alla luce una situazione decisamente poco rassicurante. Sono emerse anomalie crescenti : il pilastro 10, che presentava una precedente lesione, risulta ancor più compromesso; i piloni 11 e 13 presentano ben 4 nuove crepe. Ora, dopo le nuove scosse molto forti degli ultimi giorni, la situazione è peggiorata ulteriormente tanto da costringere il sindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini, a prendere delle decisioni importanti.

“Ho deciso di chiudere. E’ l’unica soluzione anche se sto bloccando un’economia” – afferma il Sindaco – ” Non abbiamo avuto fondi dopo Amatrice, ma i Comuni esclusi non possono derogare al patto di Stabilità. Quindi non posso accendere nessun mutuo per i lavori del viadotto. Sono bloccato. Questa è una zona di grandi industrie manifatturiere, maglieria, tralicci in acciaio, settore elettrico, con tre ristoranti molto noti di cui uno frequentato pure da Benigni. Il premier vola a Bruxelles per chiedere allentamenti del patto di Stabilità ma i Comuni restano schiavi del patto, e quelli colpiti dal terremoto e senza sussidi non possono essere lasciati liberi”.

Il Sindaco Saltamartini lancia l’appello alle istituzioni : “Le crepe, da circa 10 giorni, risultano infittite. Come sindaco posso solo emanare un’ordinanza di chiusura del traffico sul viadotto ma, anche se chiuso, il ponte potrebbe crollare comunque, creando un’onda che si abbatterebbe sulla diga con danni apocalittici. Non vorrei evocare il Vajont, ma insomma, io non ci dormo la notte. Dovrei svuotare la diga, ecco che cosa dovrei fare”.

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Articolo di Raffaele Laricchia


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