Clima : entra in vigore il patto di stabilità climatica. Obiettivo abbassare la febbre della Terra!

Il 2016 si avvia a battere diversi record di caldo registrati tutti nell’ultimo secolo, un segnale inequivocabile del costante aumento delle temperature a livello globale. La necessità di trovare una cura a sintomi come lo scioglimento dell’Artide e le prolungate fasi siccitose che avvolgono paesi come la California, ha portato numerosi Paesi del pianeta a collaborare negli ultimi anni per trovare delle soluzioni drastiche contro i cambiamenti climatici.

I primi passi sono stati senza dubbio positivi e si è potuto constatare come fra 2014 e 2015 le emissioni di CO2 in atmosfera si sono notevolmente ridotte, riuscendo a fermare la crescita impressionante dell’ultimo decennio. Tuttavia ancora non basta : la malattia di cui soffre il nostro pianeta ha bisogno di cure ancora più drastiche per poter essere abbattuta. Questa situazione fortunatamente è stata condivisa da molti Paesi come dimostra l’entrata in vigore, la scorsa settimana, del patto per la stabilità climatica. Con una rapidità inconsueta i Parlamenti di 92 Paesi hanno già ratificato il progetto di messa in sicurezza dell’atmosfera superando abbondantemente la quota necessaria a rendere esecutiva l’intesa (almeno 55 Paesi responsabili di almeno il 55% delle emissioni).

Erik Solheim, direttore dell’Unep (il Programma ambiente dell’Onu) avverte: “Ci stiamo muovendo nella direzione giusta: l’accordo di Parigi rallenterà il mutamento climatico, così come farà la recente intesa di Kigali per ridurre gli idrofluorocarburi, però non è ancora abbastanza. Se non iniziamo a intraprendere ora delle azioni aggiuntive, il crescente numero di rifugiati climatici colpiti da fame, povertà, malattie e conflitti sarà un costante promemoria del nostro fallimento nel mantenere gli impegni. Bisogna tagliare un ulteriore 25% dalle emissioni previste al 2030 perché il mondo sta andando verso un aumento della temperatura tra i 2,9 e i 3,4 gradi in questo secolo, anche con gli impegni presi a Parigi”.
Fa senza dubbio piacere osservare tanto impegno da parte dei governi nel cercare di trovare soluzioni, oltre a metterle in pratica, per abbattere il muro dell’inquinamento. Ma per sconfiggere il global warming il percorso è ancora molto lungo e tortuoso.

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Articolo di Raffaele Laricchia


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