Alluvione nel cuneese : borghi fantasma e strade tutte devastate. L’allarme di Giorgio Ferraris

Ad oltre 20 giorni dal devastante alluvione che si è abbattutto sul basso Piemonte la situazione non è assolutamente cambiata in tutti i piccoli centri abitati colpiti dal maltempo.

“Ora Piaggia è un borgo fantasma. Il capoluogo di Briga Alta, formata anche da Upega e Carnino, è la ferita più grave che l’alluvione ci ha lasciato. Il paese rischia di essere abbandonato”. È il messaggio d’allarme lanciato da Giorgio Ferraris, presidente dell’Unione Val Tanaro e sindaco di Ormea.
Dal 24 novembre la borgata risulta  irraggiungibile: tutte le strade sono collassate a seguito delle frane, sia dal colle di Nava sia da San Bernardo di Mendatica. Da Piaggia sono stati sgombrati gli otto residenti (sette sono alloggiati da amici o in seconde case, uno è in albergo, a Ormea). A Carnino sono rimasti in tre, a Upega resistono in otto.

Sulle strade per Upega e Carnino, dove abita una dozzina di persone, fortunatamente ri riesce a circolare. Ma Piaggia rimane isolata. L’intervento più urgente è mettere in sicurezza la frana che incombe sul paese, “sorretta” solo da alcune case. Una situazione non solo pericolosa per il presente ma anche per il futuro, anche sul piano economico dato che la popolazione locale vive di turismo.

“Le frane, imponenti, sono a Piaggia e, sul versante ligure, a Monesi di Mendatica – spiega il geologo Aldo Acquarone -. A Monesi la strada è inagibile. Si potrebbe pensare di farla passare più in alto. La paleofrana, i cui studi risalgono agli ultimi 20 anni, è talmente profonda ed ampia che sarà difficile mettere in sicurezza il sovrastante abitato. A Piaggia la frana è più superficiale: 5/6 metri. A Monesi, invece, nel caso la frana scenda, è probabile che il materiale venga dilavato dalla piena. A Piaggia l’alveo del Tanarello potrebbe alzarsi di alcune decine di metri e a tutta l’asta del Tanaro, almeno fino a Garessio”.

“L’unica possibilità per raggiungere Piaggia è da Viozene, poi Upega e il passo della Colletta – spiega Ferraris – ma a rischio di molte frane. La Provincia è riuscita ad aprirla fino alla Colletta, dove iniziano 10 km imperiesi. Servivano 25 mila euro, che la Provincia di Imperia, in difficoltà economiche, sosteneva di non avere. Così, con Alberti, abbiamo interessato Prefettura e Regione Piemonte, che ha garantito a Imperia i soldi necessari. Ma l’apertura da Viozene e Upega è il primo passo: il ritorno alla normalità è lontano”.

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Articolo di Raffaele Laricchia


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