Gelo e nebbie in pianura Padana : in atto galaverne e anche la neve “chimica”!

Notte da brividi per la Pianura Padana dove sotto l’alta pressione è giunta aria decisamente più fredda dai quadranti orientali che ha provocato un ulteriore crollo delle temperature rispetto ai giorni scorsi.

Valori termici di tutto rispetto per le aree pianeggianti tra Piemonte, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto dove le minime si sono diffusamente portate sotto i -2°C con picchi anche di -6 e -7°C.  Gran gelo indotto dalla notevole inversione termica determinata dall’anticiclone che sta sovrastando il nord Italia e che schiaccia al suolo l’aria fredda proveniente dall’est Europa.
Diverse aree della pianura padana si sono risvegliate questa mattina col paesaggio totalmente imbiancato esattamente come durante una bella nevicata. Addirittura nel milanese e nel veronese si sono verificate delle vere e proprie nevicate, con fiocchi bianchi scesi al suolo tanto da creare accumuli compresi tra 0.2 e 1 cm. Tutto con questo con condizioni di “bel tempo” ed alta pressione. Ma di cosa si tratta?

Stiamo parlando di due determinati fenomeni conosciuti come la galaverna e la neve “chimica” ( neve da nebbia).
Galaverna : è costituita da piccoli aghi di ghiaccio che rivestono ogni genere di superficie compresi tetti, alberi, auto, pali, segnali stradali, rendendo totalmente bianco il paesaggio circostante. Per la formazione della galaverna è necessaria la presenza di nebbia, temperature negative, ventilazione scarsa e dissipazione veloce del calore latente di solidificazione. Con la galaverna il paesaggio viene quasi totalmente imbiancato, ma non c’è il vero e proprio effetto “neve”, cosa data invece dal fenomeno della neve “chimica”.

Neve chimica : conosciuta meglio come neve da nebbia si sviluppa quando all’alta percentuale di umidità, alle temperature gelide e alla scarsa ventilazione si aggiungono nuclei di condensazione “artificiali” come le polveri sottili e gli inquinanti emessi dalla fabbriche.
Il vapore acqueo presente in atmosfera si lega ai nuclei di condensazione provocando la formazione di cristalli di neve ( grazie alle temperature gelide) che si gonfiano sino a diventare dei veri e propri fiocchi di neve. Questi fiocchi di neve “artificiali” si sviluppano solo all’interno dello strato nebbioso presente a bassa quota. Dunque alle medio-alte quote i cieli si presentano sereni dato che ci troviamo in condizioni di alta pressione e quindi tempo stabile. La neve “chimica” si presenta quindi come una vera e propria nevicata, sebbene in aree circostritte dove il tasso d’inquinamento è molto alto. Il paesaggio viene totalmente imbiancato e gli accumuli possono anche raggiungere 1 cm di altezza. Tuttavia sarebbe preferibile non trattarla come neve “normale”, toccandola o addirittura assaggiandola, dato che contiene sostanze inquinanti ( del resto non tanto più nocive rispetto alle nevicate “naturali”, considerando che anche in quei casi polveri sottili e inquinanti vengono trasportati al suolo dalla neve).  Eloquenti le immagini che giungono da Magenta (MI) e Verona.


Articolo di Raffaele Laricchia


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