Etna: un vulcano trasformatosi in poco tempo, oggi ha 5 crateri

I vulcani, si sa, cambiano continuamente forma e dimensioni. L’Etna stupisce però per la sua trasformazione che ha cambiato radicalmente la struttura del vulcano negli ultimi anni.

Se si considera la durata di un secolo, il vulcano siciliano è cambiato radicalmente, specie nell’area sommitale in corrispondenza delle bocche eruttive. Cento anni fa aveva un unico Cratere Centrale, oggi invece se ne contano cinque, se si comprende anche l’ultimo di oltre 300 metri di altezza, di recente formazione, il Nuovo Cratere di Sud-Est.

Anche l’ultima eruzione è “figlia” di questa successione di eventi. Dalla fine di gennaio, l’attività eruttiva intermittente ha dato vita a un altro piccolo cono piroclastico sulla sella morfologica esistente tra il vecchio e il Nuovo Cratere di Sud-Est. Mentre, dal 21 marzo in poi, dalla base del Nuovo Cratere di Sud-est ha preso piede una lenta, ma costante attività effusiva, con una colata lavica dagli scenari di incredibile bellezza.

Sul versante sudoccidentale del vulcano, la lava ha creato fiumi incandescenti lunghi fino a tre chilometri, trasformandosi in meta continua di turisti e appassionati, soprattutto nelle ore notturne. Uno spettacolo unico, ma anche l’occasione per studiare questi fenomeni e provare a comprenderli, applicando nuovi strumenti per il monitoraggio dei flussi lavici messi a punto dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Come la tecnologia LiDar (Light Detection and ranging), un sistema di telerilevamento “attivo” per l’esecuzione di rilievi topografici ad alta risoluzione tramite mezzo aereo, realizzata dai ricercatori Ingv, per misurare l’entità dei cambiamenti morfologici che dal 2007 al 2010 hanno interessato l’Etna.

La nuova topografia del 2010 rappresenta, infatti, un punto di partenza per il calcolo dei successivi mutamenti morfo-strutturali del vulcano. Mutamenti importanti, come quelli accaduti dal gennaio 2011 in poi, che hanno dato vita a una lunga serie di eventi eruttivi sommitali e alla nascita del nuovo cono del Cratere di Sud-Est, cresciuto più velocemente di qualsiasi altro vulcano nella storia documentata.

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Articolo di Francesco Ladisa


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