Napoli : preoccupa il supervulcano dei Campi Flegrei. Importante ricerca effettuata

Uno dei più importanti sistemi vulcanici del pianeta è situato proprio sotto la nostra penisola, esattamente nel napoletano. Si tratta del supervulcano dei Campi Flegrei, il quale rappresenta un complesso sistema vulcanico composto da ben 24 crateri, tra i più rischiosi del mondo a causa dell’elevata densità di popolazione presente nella zona.

I Campi Flegrei rappresentano, assieme a pochi altri nel mondo, un punto di “sfogo” del nostro pianeta : attualmente è una caldera in stato di quiescenza, ma la debole attività ad essa legata prosegue senza sosta da migliaia di anni. Il supervulcano dei Flegrei ha un diametro di circa 15 km e sorge nel napoletano nell’area tra la collina di Posillipo, la collina dei Camaldoli, il monte di Procida e il cratere di Quarto. Una caldera solitamente è alimentata da un “punto caldo”, ovvero quel punto della superficie terrestre interessato da un’anomala risalita del mantello verso la superficie e che presenta attività vulcanica da un lunghissimo periodo di tempo. Quindi nei punti caldi ( poco più di cinquanta nel mondo) il magma incandescente viene spesso a diretto contatto con la superficie. I supervulcani sono in grado di generare eruzioni catastrofiche a causa dell’enorme energia che sono in grado di accumulare nel sottosuolo.

PREOCCUPAZIONE PER IL SUPERVULCANO

È stato eseguito un importante studio da parte di un team di ricercatori dell’University College di Londra, in collaborazione con l’Osservatorio Vesuviano dell’INGV. Dopo analisi e studi sulla caldera dei Campi Flegrei è emerso che il supervulcano potrebbe esplodere molto prima del previsto. Ad accelerare il processo potrebbe essere il magma intrappolato appena sotto la superficie, il quale provoca un costante aumento dell’energia.

Lo studio pubblicato sulla rivista “Nature Communications” afferma che al momento è impossibile sbilanciarsi su una data precisa dell’eruzione, ma è stato confermato come ci sia stata un’accelerazione dei processi che conducono ad un’esplosione del supervulcano. Le ricerche condotte nei Campi Flegrei dimostrano come l’intera area sia in fermento : qui la superficie terrestre è cresciuta di 0.38 metri dal 2005 e le cause di questa crescita notevole in appena 12 anni vanno riscontrate nell’espansione dei gas, nel movimento di fluidi o dalla produzione di magma. Tutti fattori che conducono ad un incremento costante dell’attività vulcanica.

Va considerato che in passato, esattamente tra il 1982 e il 1984, vi fu una crescita della superficie di ben 1.8 metri ma fortunatamente si trattò di un falso allarme e non accadde nulla. Da quel momento tuttavia la crescita è continuata costantemente per poi subire una nuova impennata negli ultimi anni.

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Articolo di Raffaele Laricchia


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