Terremoto Grecia-Turchia: intenso sciame sismico in corso, analisi e possibile evoluzione

La terra ha tremato intensamente alle ore 14.28 di oggi nel Mar Egeo, per un terremoto di magnitudo 6.4 sulla scala Richter, che è stato avvertito fortemente fra Grecia e Turchia.

Come vi abbiamo illustrano in questo articolo, il terremoto ha causato molti danni e numerosi crolli sull’Isola di Lesbo, specialmente nell’area costiera meridionale, molto vicina all’epicentro.

Il terremoto è avvenuto in un’area caratterizzata da un rischio sismico decisamente alto, paragonabile alla nostra zona appenninica. Un’area che si sviluppa sulla placca dell’Egeo, a sua volta a contatto con la placca euroasiatica (di cui figlia), la placca anatolica e la placca africana (dove la placca africana e quella euroasiatica sono le più grandi). Una zona dunque dove l’attrito fra le placche litosferiche può generare terremoti importanti, superiori al 6° o addirittura al 7° Richter. Approfondisci qui

Questa forte scossa di terremoto è avvenuta a una profondità superficiale: la frattura di faglia è a circa 7 km dalla superficie e ciò determina l’innesco di uno sciame sismico (già in atto) in grado di generare scosse nuovamente di forte intensità. Secondo quanto afferma un sismologo locale, bisogna attendersi possibili scosse superiori a 5,5 sulla scala Richter entro due giorni. Ciò rientrerebbe in una classica evoluzione di un sisma così forte (6,4), sebbene è noto che non si possono prevedere i terremoti. Lo sciame sismico perdurerà probabilmente per settimane o mesi. 

Per quanto riguarda le ripercussioni in Italia, non si hanno conoscenze tali in materia geologica da poter affermare che questa scossa determinerà eventi sismici importanti anche sul nostro territorio.

 

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Articolo di Francesco Ladisa


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