Uragano Maria alla massima potenza nei Caraibi, un evento catastrofico

Stagione degli uragani più viva che mai nell’Atlantico occidentale. Nuovo uragano Maria devasta ancora una volta i Caraibi.

Uragano Maria/ Anno da dimenticare per i Caraibi, letteralmente devastati da una serie di potenti uragani sviluppatisi nelle ultime settimane a seguito del sensibile riscaldamento delle acque oceaniche dell’Atlantico occidentale (una delle conseguenze della “Nina”, ovvero il raffreddamento del Pacifico orientale). Dopo la devastazione portata da Irma, la quasi totalità delle isole caraibiche sta facendo i conti con un altro terribile uragano. È stato denominato Maria e ha raggiunto la categoria 5 sulla scala Saffir-Simpson con una ventilazione media a tratti superiore ai 300 km/h. Insomma si tratta dell’ennesimo devastante uragano che, a distanza di pochi giorni dalla “morte” di Irma, potrebbe provocare una vera e propria catastrofe distruggendo quel poco che era riuscito a salvarsi nei precedenti episodi.

L’uragano Maria adesso sta sorvolando e colpendo in pieno tutte le piccole Antille, in particolare le isole di Barbados, Santa Lucia, Martinica, Dominica e Guadalupa. L’ingresso nel mar dei Caraibi permette all’uragano di mantenere una certa violenza nonostante il declassamento a categoria 4, per cui continuerà il suo cammino provocando disastri nel corso delle prossime ore. Le ultimissime previsioni annunciano che l’uragano è diretto verso le Isole Vergini Americane e Porto Rico, già duramente devastate da Irma.

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Uragano Maria in azione sulle piccole Antille

Uragano Maria in azione sulle piccole Antille

L’uragano si muove a circa 15 km/h in direzione nord-ovest e dai satelliti è evidente quanto sia maestoso. L’altezza del muro del ciclone, ovvero i cumulonembi che accerchiano l’occhio del ciclone, è alto ben 15.7 km e il gradiente termico verticale è davvero estremo dato che tra la superficie marina (con temperature di circa 30°C) e la parte più alta delle nubi del ciclone tropicale (dove si registrano valori sino a -64°C) ci sono oltre 90°C di differenza. Questo è un chiaro sintomo della “maturità” del ciclone tropicale e della sua violenza.

La situazione è di piena emergenza nelle piccole Antille dove si stanno abbattendo nubifragi (con rain rate superiori ai 140 mm/h) e venti tempestosi compresi tra i 250 e i 300 km/h.

COME SI FORMA UN URAGANO? Perchè sono così numerosi quest’anno? Leggi qui >>>


Articolo di Raffaele Laricchia


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