Tornado e Mar Mediterraneo più caldo: aumenta la possibilità di fenomeni estremi

Tornado e Mar Mediterraneo più caldo – Uno studio effettuato da Mario Marcello Miglietta, Jordi Mazon, Vincenzo Motola & Antonello Pasini indaga sull’incidenza dell’aumento delle temperature delle acque del Mediterraneo (a causa del Global Warming) sullo sviluppo di supercelle tornadiche.

L’influenza delle Surface Sea Temperature (SST) in eventi convettivi severi è una questione rilevante per diversi motivi: da un lato serve a capire come le anomalie di SST influenzino il loro potenziale sviluppo e la loro intensificazione al fine di prevedere meglio la loro comparsa; dall’altro, la limitata risoluzione delle analisi di SST utilizzata come condizione limite nei modelli numerici attuali (generalmente pochi km) solleva la questione di come le variazioni di SST a piccole scale influenzino la simulazione di questi eventi e possono limitare la loro prevedibilità. Tale ricerca, non va ad indagare su eventuali aumenti in numero dei fenomeni estremi all’interno del Mediterraneo, bensì su aumenti dell’intensità con la quale questi fenomeni si manifesteranno.

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Tornado track and simulated supercell tracks

Tornado track (rosso) e simulazione dei tracks della supercella. In verde il caso con SST più fredde.

I ricercatori,  hanno esaminato il caso del tornado di Taranto, che nel Novembre 2012 ha causato un morto e 60 milioni di euro di danni. Da qui attraverso simulazioni modellistiche, sono andati ad indagare su cosa sarebbe potuto accadere se la temperatura del mare fosse stata diversa. Come spiegano gli autori del paper: “All’epoca dell’evento di Taranto, la temperatura della superficie del Mar Jonio era di circa 1°C sopra la media climatologica del periodo (tra l’altro una media molto recente, perché riferita al ventennio 1985-2005, e dunque relativa ad un periodo in cui il riscaldamento globale era già avanzato). Con questi dati reali, abbiamo applicato un modello meteorologico ad alta risoluzione (circa 1 km di passo di griglia), che si è rivelato in grado di riprodurre correttamente il percorso della cella temporalesca dotata di moto vorticoso (supercella) da cui si è formato il fenomeno, la tempistica e la variazione di intensità. Vista la bontà di questa simulazione con dati reali, abbiamo effettuato degli esperimenti modellistici, andando a modificare la temperatura del mare di +/- 1°C rispetto a quella osservata, nell’ambito di nuove simulazioni. Queste ultime hanno evidenziato che con 1°C in meno (ovvero con la temperatura della superficie del Mar Jonio pari alla media climatica di fine novembre) la supercella non si sarebbe formata, e quindi il tornado non si sarebbe sviluppato. Al contrario, aumentando la temperatura di 1°C (il valore previsto da molti modelli climatici per la fine del XXI secolo), il tornado sarebbe stato molto più intenso. “.

Tale studio, oltre a fornirci informazioni sull’andamento futuro della violenza con cui questi fenomeni si manifesteranno sul nostro territorio qualora le temperature delle acque continuassero ad aumentare, riesce a collegare l’influenza del Global Warming su eventi a piccola scala come la formazione della supercella tornadica che interessato il tarantino nel Novembre 2012. Per chi volesse approfondire maggiormente queste tematiche, può consultare l’articolo completo recentemente pubblicato sulla rivista internazionale Scientific Reports. Potrebbe interessarti anche:

 

 


Articolo di Luca Mennella


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