Ciclone tropicale Numa fa landfall in Grecia : venti oltre 110 km/h e nubifragi

Il ciclone Numa abbandona il Salento e si dirige in Grecia. Landfall poco sotto Corfù. Venti tempestosi!

La dura azione del ciclone tropicale Numa sul Salento è finalmente giunta al termine dopo oltre 48 ore di venti forti e nubifragi che hanno causato parecchi disagi nella penisola salentina. In particolare sono state le aree più meridionali del leccese a fari i conti con piogge alluvionali, caratterizzate da accumuli pluviometrici superiori ai 250 mm totali in poco più di 2 giorni. Disagi causati anche dai venti molto forti di grecale, innescati dal ciclone Numa che aveva il suo occhio centrale nel mar Ionio poco a largo della Puglia. (vedi qui la situazione critica a marina di Pescoluse)

Un vero e proprio uragano in miniatura, ma nonostante ciò ugualmente potente e temibile : Numa si è rapidamente evoluto da una semplice saccatura artica in una perfetta macchina autonoma in grado di auto-alimentarsi col calore del mare come solo i cicloni tropicali sanno fare. Dopo essere diventata una depressione sub-tropicale nel Canale di Sicilia, Numa si è poi rafforzata diventando un TLC (Tropical Like-Cyclone), paragonabile ad una tempesta tropicale. Successivamente, tra venerdi sera e sabato mattina, il ciclone è ulteriormente maturato mostrando un occhio del ciclone nitido e totalmente circondato da altissimi cumulonembi e i classici fasci nuvolosi a spirale.

Ciclone tropicale Numa nel mar Ionio

Ieri sera Numa ha definitivamente abbandonato il Salento ed il mar Ionio muovendosi verso est, ovvero verso la Grecia. È proprio sulle coste greche che il ciclone ha effettuato il landfall, irrompendo sulla terraferma con venti tempestosi e forti piogge. Il tutto però è durato poche ore in quando dopo aver toccato la terraferma, il ciclone ha rapidamente perso forza fino a dissolversi del tutto.
Il landfall è avvenuto poco a sud dell’isola di Corfù e poco a nord dell’isola di Cefalonia. Oltre a forti piogge con altissimi rain/rate (intensità oraria) sono state registrate anche fortissime raffiche di vento a tratti superiori ai 110 km/h che hanno anche scatenato notevoli mareggiate. Con l’avvicinamento dell’occhio del ciclone sulle coste greche, le stazioni meteo hanno “finalmente” potuto osservare in maniera diretta il cuore del ciclone tropicale Numa ed il dato più significativo è stato proprio il crollo della pressione man mano che il ciclone si avvicinava. Addirittura in meno di due ore le stazioni meteorologiche di Itaca hanno registrato un crollo della pressione di 8.2 hpa che ha fatto scendere la pressione a 998 hpa. Ciò lascia presupporre che quando il ciclone era ancora nello Ionio possedeva una pressione anche più bassa.
Un tracollo della pressione come questo è tipico dei cicloni tropicali che solitamente si formano in Atlantico e che vanno poi a colpire l’America : essi infatti mostrano un impressionante gradiente barico orizzontale, dove la pressione crolla letteralmente di chilometro in chilometro man mano che ci si muove verso l’occhio del ciclone. Possiamo registrare questo crollo della pressione come una prova eclatante della formazione di una struttura pienamente tropicale nel mar Ionio.

Come si forma un ciclone tropicale? Cosa sono gli uragani, i TLC e i Medicanes? Ecco tutto quel che c’è da sapere! >>>

 

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Articolo di Raffaele Laricchia

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