Conferenza sul Clima: nasce l’alleanza per lo stop al CARBONE

Pochi giorni fa si è conclusa la 23esima edizione della COP, Conferenza delle Parti dell’UNFCCC, appuntamento fondamentale per la lotta all’inquinamento e al cambiamento climatico.

Durante la COP tenutasi a Bonn (Germania), tema centrale è stato fermare la produzione di energia elettrica da carbone. Una decina di ministri dell’ambiente dei loro rispettivi paesi ha concordato la decisione di porre fine al carbone come fonte di energia elettrica, entro il 2025.

«Oggi nasce il gruppo Powering Past Coal, con l’obiettivo di fermare la produzione di energia elettrica da carbone», afferma con il tono delle grandi occasioni Claire Perry, ministro inglese per il clima e l’industria, in una sala piena di giornalisti. «Ridurre l’uso di carbone è una priorità vitale per ogni paese, in quanto il carbone è la fonte più inquinante per produrre energia. Il Regno Unito metterà fuori legge le centrali a carbone entro il 2025. Questo annuncio è un punto di svolta fondamentale nella lotta per il clima», continua Perry.

Questa alleanza di 25 paesi e regioni, che in italiano è stata rinominata “Alleanza globale per l’elettricità oltre il carbone”, è guidata proprio dal Regno Unito, che sul carbone ha costruito le sue sorti. Al punto da esaurire ogni miniera del paese. E spingersi nelle ex colonie per estrarne di nuovo, dopo aver ucciso di “mal d’aria” migliaia di minatori.

Gli inglesi potranno contare sull’appoggio di altre potenze come Canada, Francia, Messico, Nuova Zelanda, e ci sarà anche l’Italia in prima linea. «Saremo fuori dal carbone entro il 2025», ha annunciato il ministro Galletti, presente all’evento. «Abbiamo costruito la SEN su obbiettivi ambientali basati sull’Accordo di Parigi, includendo questo obiettivo. Questa decisione va nella direzione di ridurre le emissioni del 40%, raggiungere una quota del 28% di energie alternative sui consumi complessivi al 2030 rispetto al 17,5% del 2015, raggiungendo per il solo consumo elettrico una quota del 55%. Chiudere le centrali a carbone scosterà 3 miliardi. Ma è una scelta necessaria »

Gli obiettivi sono ambiziosi: si punta ad includere altri cinquanta stati entro la prossima conferenza sul clima, la Cop24, che si terrà nella cittadina polacca di Katowice, già nel dicembre 2018. «Serve uno sforzo condiviso per il successo»,, spiega il ministro canadese dell’ambiente Christine McKenna. E per il 2020 il sogno è vedere la maggioranza dei paesi, inclusa la Cina.  Contrario, almeno per il momento, il team Trump, che lascia fuori dall’iniziativa “stop al carbone” gli Stati Uniti d’America. 

 

Attualmente le emissioni di carbone contribuiscono a circa il 40% del totale dei gas serra. L’alleanza dunque potrebbe accelerare gli impegni per raggiungere gli obiettivi preposti dall’Accordo di Parigi per tenere l’aumento medio delle temperature globali sotto 1,5°C. Non solo. Oltre gli impatti climatici ci saranno anche impatti diretti sulla salute dell’uomo. «Secondo varie ricerche ogni anno muoiono quasi un milione di persone in tutto il mondo per l’inquinamento diretto generato da miniere e centrali a carbone», ha commentato la portavoce di Italian Climate Network, Francesca Mingrone.

 


Articolo di Francesco Ladisa

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