6 Gennaio : un anno fa la Befana portò gelo e neve, una lunga irruzione storica – AMARCORD

Un anno fa ebbe inizio la storica ondata gelida dell’Epifania. Neve su gran parte del centro-sud per giorni e tanti disagi.

Tutti noi sicuramente ricorderemo a lungo la storica giornata del 6 gennaio 2017, quando ebbe inizio una delle più intense e durature ondate di gelo e neve mai giunte sul centro-sud Italia negli ultimi cinquant’anni. Fu una bianca Epifania per molte regioni, soprattutto per il medio-basso versante Adriatico direttamente colpite dal gelo russo-siberiano giunto dall’est, quel gelo che ad oggi ancora non si vede sulle vaste pianure russe tra Europa e Asia.

Lo scorso anno riuscì a svilupparsi, tra dicembre 2016 e gennaio 2017, un vasto serbatoio di aria molto gelida tra la Scandinavia e la Russia che avrebbe richiesto un “minimo sforzo” per giungere nel Mediterraneo. Il rischio di ondate di freddo per l’Italia era infatti molto alto e alla prima importante espansione dell’alta pressione delle Azzorre verso il nord Europa, che si concretizzò tra 4 e 5 gennaio, il gelo riuscì a farsi strada sin verso il Mediterraneo dove stazionò per molti giorni dando inizio ad una lunga fase gelida e perturbata.

Tra il 6 e l’11 gennaio assistemmo a freddo pungente, nevicate diffuse anche sulle coste e numerosi disagi (e anche vittime) legati al gelo intenso, da nord a sud. Le nevicate più importanti coinvolsero le regioni centro-meridionali, in particolare Puglia, Molise, Abruzzo, Basilicata e Sicilia. La neve imbiancò le coste della Puglia (soprattutto il leccese e il nord barese e le Murge), le coste della Sicilia (anche a Messina) e le coste calabresi di Reggio Calabria. Sabato 7 gennaio nevicò a Bari a mezzogiorno con l’incredibile temperatura di -3°C. Contemporaneamente nevicò abbondantemente anche a Lecce.
Tra 7 e 8 Gennaio si ghiacciò anche il lago di lesina, sul Gargano settentrionale.

Gravi i disagi causati dalle nevicate incessanti in Sicilia, soprattutto sui Nebrodi e le Madonie. La neve imbiancò anche Cosenza e Catanzaro.

Tantissima la neve caduta in Appennino, anche oltre 150 cm in pochi giorni che paralizzarono numerosi centri abitati tra Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata. Potenti nevicate colpirono anche la Sardegna.  Indimenticabile il momento in cui, l’11 Gennaio, nevicò contemporaneamente a Torino e a Bari (un evento più unico che raro). Poche ore più tardi assistemmo anche alla storica nevicata da “addolcimento” sul Salento, un fenomeno tipico della pianura Padana! 

Gelo e neve non si fermarono all’11 gennaio : nei giorni successivi giunse un’altra irruzione fredda artico-continentale che coinvolse in maniera particolare l’Italia centrale e le zone appenniniche provocando nevicate abbondanti ed estreme tanto che numerosi centri abitati tra Marche, Umbria, Abruzzo e Molise si ritrovarono sepolti da oltre 2-3 metri di neve. Tutto fu aggravato dai continui terremoti del centro Italia che provocarono tantissimi danni e anche la spaventosa valanga di Rigopiano.

Quest’anno stiamo assistendo a condizioni meteorologiche totalmente opposte, possiamo tranquillamente dire che siamo passati da un estremo all’altro! La discesa di una perturbazione nord atlantica nel Mediterraneo occidentale ha innescato una vasta risalita di aria molto mite proveniente dal nord Africa, la quale sta investendo tutta Italia. Eloquenti le temperature al centro-sud, anche a tratti superiori ai 20°C! E tra domani e lunedi potremo sfiorare anche i 23/24°C tra Sicilia e Calabria.


Articolo di Raffaele Laricchia

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