Valanga di Rigopiano : un anno fa il disastro all’hotel abruzzese, 29 le vittime

Un anno dal terribile disastro di Rigopiano. La valanga provocò 29 vittime. Giornata di commemorazione in Abruzzo.

Il 18 gennaio 2017, un anno fa, si consumò un terribile disastro sull’Appennino abruzzese. L’hotel di Rigopiano-Gran Sasso Resort, appartenente al comune di Farindola nel pescarese, fu travolto da un’improvvisa valanga causata dalle copiose nevicate e dalle diverse scosse di terremoto che si verificarono nel corso della giornata. 

Quella disastrosa valanga provocò 29 vittime, la più grave tragedia causata da una valanga dal 1916 in Italia e dal 1999 in Europa. L’evento avvenne alle 16.48 del 18 gennaio : l’intera zona era già isolata a causa delle estreme nevicate che si susseguivano da settimane e che avevano isolato numerosi centri abitati dell’Appennino sino a quote medio-basse. Oltre alle fortissime nevicate si scatenarono ben quattro scosse di terremoto in vari momenti della giornata tutte con magnitudo superiore a 5.0 della scala richter. Un connubio assolutamente shock che provocò gravi danni e disagi anche in altre zone dell’Abruzzo, specie nell’aquilano, dove addirittura in molti non potevano fuggire di casa durante le scosse a causa dei metri di neve posti davanti alle loro porte.  

Non c’è ancora la totale certezza sul collegamento tra le forti scosse e la valanga, tuttavia è possibile che i continui tremori abbiano sollecitato il manto nevoso molto instabile (il rischio valanghe era a livello 4) creando una valanga di neve e detriti di grandi proporzioni (ne parlammo in maniera approfondita QUI). La valanga si è staccata dalle pendici sovrastanti il massiccio orientale del Gran Sasso tra il Vado di Siella (1.725 m) e il Monte Siella (2.027 m), incanalandosi nellaGrava di Valle Bruciata, un canalone coperto da un faggeto sino a raggiungere l’albergo Rigopiano, che pare essere sorto su un pianoro di detriti venuti giù a valle con altre valanghe (motivo per cui sono stati aperti successivamente diversi processi guidiziari). 

Delle 40 persone intrappolate nell’albergo, 29 persero la vita dopo giorni e giorni di ricerche da parte di numerose squadre di soccorsi. L’hotel fu letteralmente travolto da metri e metri di neve e addirittura fu spostato interamente di oltre 10 metri.

Oggi l’Abruzzo ospita una giornata di commemorazione : le iniziative sono state promosse dal Comitato Vittime di Rigopiano, che riunisce superstiti e familiari degli scomparsi, in collaborazione con la Pro Loco di Penne (Pescara) e il patrocinio del Comune di Penne (Pescara). Il sindaco di Penne, Mario Semproni, intervistato a ‘Fuori gioco’ di Radio Uno, parla di disattenzione da parte dello Stato. “Mi aspettavo più attenzione e più rispetto dalle istituzioni sovracomunali. Lo stesso presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, aveva promesso maggiore attenzione per la comunità pennese. Nulla però è stato fatto, aspettiamo ancora una sua visita”. E aggiunge: “Perfino le strutture occupate dal campo base allestito nel palazzetto dello sport per i soccorsi di Rigopiano sono rimasti così come un anno fa perché lo Stato non ci ha aiutato e noi non abbiamo i soldi per ripristinare le infrastrutture”.

Il programma di oggi prevede un momento di raccoglimento e preghiera davanti al punto in cui sorgeva l’Hotel Rigopiano; alle 10.30, partendo dal bivio Mirri di Farindola, ci sarà una fiaccolata che giungerà fino alla chiesa parrocchiale per assistere alla Santa Messa tenuta dall’arcivescovo di Pescara, Tommaso Valentinetti, a Farindola, in ricordo delle 29 vittime. 


Articolo di Raffaele Laricchia

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