Campi Flegrei, importante ricerca : scoperta la camera magmatica che alimenta il supervulcano

Scoperta la zona calda dei Campi Flegrei. L’area di magma che alimenta il supervulcano napoletano!

Un’importante ricerca condotta da un gruppo di ricercatori composto da Luca De Siena dell’Università di Aberdeen in collaborazione con l’Osservatorio Vesuviano INGV, il laboratorio RISSC dell’Università degli Studi di Napoli e l’Università del Texas a Austin, afferma di aver scoperto, con sufficiente precisione, l’esatto luogo in cui potrebbe trovarsi la “zona calda” che alimenta il temibile supervulcano dei Campi Flegrei. La ricerca è stata pubblicata su Scientific Reports.

I Campi Flegrei rappresentano una grande caldera, ovvero un supervulcano che giace nel sottosuolo napoletano. In passato questo supervulcano ha prodotto eruzioni di inaudita violenza, come solo le caldere sono in grado di fare, e nulla vieta che in futuro possano ripetersi. Al momento i Campi Flegrei sono in uno stato di “allerta gialla” a causa di diversi movimenti del suolo che si sono verificati negli ultimi anni, causati soprattutto dal movimento di fluidi. 

Ricordiamo che trattandosi di un supervulcano esso è attivo nonostante sia in fase di riposo. L’area dei campi flegrei è estremamente complessa dal punto di vista geologico e la sua attività è ben evidente dalle numerose fratture in movimento sia verso l’alto che verso il basso (che si susseguono da tanto tempo).

Sino a poche settimane fa non era noto dove si trovasse esattamente la camera magmatica che riscalda i materiali che si trovano poco sotto la caldera dei Campi Flegrei. Ora la situazione è ben diversa grazie ad alcune tecniche sismologiche che utilizzano piccole cariche per produrre micro-terremoti artificiali nel sottosuolo. Queste micro-onde sismiche sono in grado di “dipingere” agli occhi degli strumenti le caratteristiche delle rocce della caldera e proprio grazie a questa capacità è stato possibile localizzare la camera magmatica dei Campi Flegrei.

CI SONO DIVERSE CAMERE MAGMATICHE

«Secondo i nostri rilevamenti – ha spiegato Luca De Siena – la camera magmatica si trova sotto la città di Pozzuoli, si estende verso il mare ed è stata localizzata a una profondità di circa 4 chilometri. Tuttavia questa camera magmatica potrebbe essere solo quella più superficiale. Un’altra molto più grande potrebbe trovarsi ad una profondità maggiore».  

Secondo l’esperto il magma si è spostato verso Pozzuoli perchè sotto la caldera del supervulcano c’è un corpo roccioso molto resistente dallo spessore ci circa 2 km che impedisce al magma di risalire verso l’alto. Dunque è stato costretto ad affluire verso il lato, ovvero verso Pozzuoli.
Impossibile ora ipotizzare cosa accadrà in futuro, una cosa è certa secondo De Siena : «nel corso degli ultimi 30 anni il comportamento del vulcano è indubbiamente cambiato a causa dei fluidi che permeano l’intera caldera». Ciò significa che potrebbero esserci nuovi punti di sbocco in caso di eruzione del supervulcano in futuro.

Luca De Siena aggiunge «Se i Campi Flegrei non sono più il centro del vulcano, significa che ci si trova sopra a una specie di pentola bollente che potrebbe eruttare in posti diversi. Al momento non si può dire nulla sulle future eruzioni, ma quel che è certo è che i Campi Flegrei stanno diventando sempre più pericolosi. La domanda che ci dobbiamo porre è: “Quando avverrà la prossima eruzione sarà piccola o grande e avverrà in mare o in prossimità di grandi centri abitati?”»
Le ricerche proseguono…

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Articolo di Raffaele Laricchia

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