Amarcord Febbraio 2012: ricordi di una storica nevicata

Amarcord Febbraio 2012 – Anche se sembra ieri, sono già passati sei anni da quella che possiamo definire la storica nevicata del Febbraio 2012. Grazie ad una dinamica più unica che rara, molte regioni centrali ricordano questo evento come una della nevicate più abbondanti degli ultimi anni. La lunga fase fredda iniziò tra il 3/4 Febbraio dello stesso anno ma questa non fece registrare accumuli particolarmente abbondanti. La fase più intensa si raggiunse tra il 9 e 10 Febbraio.

Amarcord 10 Febbraio 2012

Nello specifico osservando la mappa di lato, si può notare che nelle prime ore della mattinata del 10 Febbraio 2012 un intenso nucleo di aria gelida di matrice continentale si apprestava a tuffarsi dal Mediterraneo passando dalla porta del Rodano con il suo core freddo in quota, nel frattempo nei bassi strati l’aria continentale affluiva anche dalla porta della Bora lungo le regioni del medio e alto Adriatico. Tale dinamica generò un intenso minimo barico che dal golfo di Genova transitò velocemente sul basso Tirreno e successivamente sull’Adriatico. Numerose furono le città imbiancate del Centro Nord ma gli accumuli maggiori in pianura si registrarono sull’Abruzzo dove tra Silvi e Pineto caddero circa 60/70 cm di neve fresca nell’arco di 8/12 ore.

La nevicata inizialmente non fu accompagnata da vento forte, ma a partire dal pomeriggio intensi venti da NW sferzarono tutta la costa, difficile quantificare effettivamente gli accumuli anche in campo aperto, ma dalle misurazioni effettuate registravo valori minimi di 45 cm e massimi di oltre 120. La circolazione risultava completamente bloccata e l’atmosfera totalmente irreale. Il mattino seguente un’alba siberiana accompagnata da cieli completamente sereni annunciava la fine del peggioramento nevoso. Nei paesi limitrofi dell’immediato entro terra si registrarono accumuli superiori al metro, prima tra tutte Atri dove si superava facilmente 1,80 m di neve (eolici fino a 3 metri). Tuttavia se l’Abruzzo fece riscontrare i maggiori accumuli lungo la fascia costiera, furono le Marche e l’Appennino Emiliano a far registrare gli accumuli più importanti in collina. Qui da diverse località furono segnalati accumoli fra i 2 e i tre metri di altezza.  Sotto sono riportate alcune foto scattare tra Silvi Marina e Silvi Paese.


Articolo di Luca Mennella

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