Ora legale: abolizione discussa in Parlamento europeo. Ecco la decisione.

C’è curiosità attorno alla notizia di una eventuale abolizione dell’ora legale in Europa e nel nostro paese. 

Tutto è partito da una iniziativa portata avanti in Parlamento europeo da diversi deputati, in gran parte di paesi del Nord e dell’Est, che volevano interrompere il cambiamento semestrale dell’ora. La risoluzione è stata votata ieri 8 Febbraio a Strasburgo, ma l’esito è stato negativo, ovvero tutto rimarrà così come è adesso. “L’ora legale è salva”.

Il Parlamento europeo ha bocciato la richiesta, anche se rimane un piccolo spiraglio aperto, in quanto Strasburgo ha chiesto alla Commissione una “valutazione approfondita” sugli effetti che può avere il cambio dell’ora sulla salute delle persone, che potrebbe giustificare un’abolizione dell’ora legale. 

Al momento, l’alternanza tra ora legale e solare è di competenza dell’Unione europea, come stabilito da una direttiva del 2000. La proposta di abolizione intendeva quindi rimettere la decisione ai singoli Stati membri, che avrebbero potuto mantenere l’ora legale, modificarne l’applicazione oppure cancellarla del tutto. L’europarlamento, anziché decidere da subito per un Sì o un No, ha modificato la risoluzione in modo da chiedere alla commissione Ue “una valutazione approfondita”, ed eventualmente rimandare la delibera al futuro. Tuttavia, il rapporto stilato dal Servizio studi dell’assemblea – lo stesso su cui si basano gli abolizionisti – mette in guardia: “Introdurre orari nazionali non coordinati avrebbe ripercussioni negative sul mercato interno”.

Oltre a cancellare la richiesta di abolire il cambiamento semestrale dell’ora, i deputati europei – in una risoluzione approvata con 384 voti a favore e 153 contrari – hanno eliminato le critiche più severe sugli effetti negativi dell’ora legale. Nella risoluzione l’Europarlamento sottolinea che numerosi studi scientifici “non sono riusciti a giungere a conclusioni definitive”, anche se “hanno segnalato l’esistenza di effetti negativi sulla salute umana”. 

Il cambio di orario due volte l’anno, a ottobre e a marzo, oltre che essere «scomodo», può provocare anche «danni sulla salute dei cittadini» che, costretti a spostare in avanti o indietro di un’ora delle lancette dell’orologio, «possono provare malessere, stanchezza e irritabilità», spiegano gli eurodeputati. «Turbare due volte all’anno l’orologio interno degli individui porta danni alla salute», ha detto la finlandese Heidi Hautala, citando decine di studi scientifici (anche se non c’è ancora una bibliografia univoca sui presunti danni apportati da questa pratica a uomini e animali, ndr).

Storicamente, la letteratura scientifica ha sottolineato soprattutto i vantaggi dell’ora legale (più ore di sole significa maggiore esposizione alla vitamina D e più attività fisica all’aperto) mentre ha minimizzato le conseguenze negative (gli effetti erano considerati paragonabili a quelli di un “jetlag” minore con alcuni problemi di concentrazione e fatica). 

Nel settore dell’energia, invece, gli studi confermano gli effetti in termini di risparmio marginale dell’ora legale. Ma questi risparmi sono relativamente bassi (0,34% del totale dell’energia consumata) con variazioni significative tra gli Stati membri.
In altri settori economici, come i trasporti e l’agricoltura, l’ora legale non sembra avere impatti. Obiettivo dell’ora legale è di capitalizzare la luce naturale del giorno. 

 


Articolo di Francesco Ladisa

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