Impressionante tornado, al buio, travolge il casertano : danni enormi e tanti feriti, alcuni gravi [VIDEO]

Danni ingenti e tanti feriti nel casertano dopo il tornado di ieri sera. Fenomeno estremo e storico per la zona.

Continuano a giungere immagini e video impressionanti del tornado che ieri sera, dopo le 19.20, si è abbattuto nel casertano. Ve ne abbiamo parlato ieri, ma  gli ultimi aggiornamenti parlano di un numero decisamente alto di feriti : 15 al momento, di cui 4 in gravi condizioni dopo essere stati travolti dal tornado. 

Pronto soccorso di Caserta preso d’assalto ieri : il tornado ha provocando gravi danni e feriti tra la zona sud di Caserta, San Nicola la Strada, Capodrise, Maddaloni, Recale e Marcianise. In particolare la maggior parte dei feriti sono stati recuperati nelle auto letteralmente scaraventate via dai venti impetuosi del tornado. Addirittura il tornado è stato in grado di ribaltare e scaraventare via enormi camion, devastare una struttura del Burger King e demolire i balconi di alcune abitazioni. Numerosi gli alberi sradicati lungo tutto il tragitto del tornado (lungo diverse centinaia di metri). Danni enormi sono stati registrati anche al distributore di benzina dell’Agip con danni alla tettoia ed agli erogatori di carburante.
A giudicare dai danni potremmo ipotizzare il raggiungimento del livello EF2 sulla scala Fujita.

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FENOMENO RARO ED ESTREMO

Per la Campania sicuramente parliamo di un evento eccezionale e soprattutto estremo : mai prima d’ora ci era capitato di commentare un tornado nel casertano e anche andando a ritroso nel tempo difficilmente potremo trovare eventi di questa portata.
L’altro elemento inquietante che ha caratterizzato questo tornado è l’ora in cui si è verificato : raramente in Italia si sono sviluppati tornado in orario serale dato che spesso e volentieri sfruttano l’energia del Sole nelle ore pomeridiane per potersi formare. Tuttavia questo è un elemento “superficiale” e sappiamo bene che i due elementi fondamentali per la formazione di un tornado sono il wind shear verticale (ovvero la variazione della direzione del vento con l’aumentare dell’altitudine) e la convezione (l’instabilità temporalesca).

La piccola ma potentissima cella temporalesca (rosso-arancio) che ha generato il tornado. Evidente anche l’accenno di uncino, tipico dei tornado.

Il tornado si è formato in seno ad una piccolissima ma fortissima cella temporalesca che in breve tempo è riuscita a diventare una “supercella” proprio nell’entroterra campano, a sud di Caserta, dove era presente una discreta quantità di energia (CAPE attorno ai 600 J/kg) fondamentale per la convezione. Molto probabilmente la causa che ha scatenato “l’upgrade” in supercella e la formazione del tornado è stato il wind shear nei bassi strati dell’atmosfera, accentuato dall’orografia del territorio. Ovvero la variazione della direzione del vento man mano che che la quota aumentava è stata in grado di dare la giusta rotazione al temporale, favorendo la formazione del tornado. Un altro elemento che potrebbe aver inciso sulla sua formazione potrebbe essere stata la contemporanea presenza di una sacca d’aria molto umida presente al suolo tra le colline poste dietro Caserta (risucchiata verso il temporale) e di una corrente d’aria estremamente secca (dry intrusion) proveniente dalla stratosfera (risucchiata dall’alto verso il basso, nel cuore del temporale, grazie alla divergenza delle masse d’aria a oltre 7000/8000 metri di quota). 
Purtroppo siamo davanti a fenomeni analizzabili solo a posteriori, totalmente imprevedibili con l’attuale tecnologia. Discorso diverso per i tornado estivi e pomeridiani, dove ci sono maggiori elementi a disposizione per poter fornire una previsione anche se molto grossolana.

 


Articolo di Raffaele Laricchia

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