Sequenza sismica Centro Italia: l’INGV fa il punto della situazione con un comunicato

Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad un aumento delle scosse di terremoto al Centro Italia, nell’area interna marchigiana. L’INGV, istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ha emesso un comunicato che fa il punto della situazione sulla sequenza sismica in atto. 

Negli ultimi 30 giorni la zona a sud di Camerino, in provincia di Macerata, è stata interessata da un incremento di sismicità con terremoti che hanno raggiunto valori di magnitudo Mw pari a 4.0 il 4 aprile 2018 alle ore 4:19 italiane.

Gli eventi di questi giorni rientrano nella sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 con l’evento di magnitudo Mw 6.0  avvenuto nei pressi di Amatrice e Accumoli (RI) e culminato con l’evento sismico del 30 ottobre 2016 di magnitudo Mw 6.5 . Tale sequenza si è gradualmente sviluppata interessando un’ampia fascia dell’Appennino centrale, un’area di circa 1200 km2, estesa per circa 80 km in direzione NNW-SSE e larga circa 15-20 km, dalla provincia di Macerata, nelle Marche, alla provincia dell’Aquila, in Abruzzo.

La zona interessata dai terremoti di questi ultimi giorni si era attivata a fine ottobre 2016, tra il 26 e il 30 ottobre, quando sono avvenuti alcuni dei più forti eventi sismici della sequenza: quelli del 26 ottobre di magnitudo Mw 5.4 e magnitudo Mw 5.9 e quello di magnitudo Mw 6.5 del 30 ottobre 2016.

Le figure sotto mostrano l’andamento temporale complessivo della sequenza in Italia centrale iniziata il 24 agosto 2016. Per far vedere la sismicità precedente all’inizio della sequenza sismica (la cosiddetta “sismicità di fondo” sempre presente nelle aree geologicamente attive) nei grafici sono riportati anche i dati dal 1 luglio 2016. Guardando il grafico sotto, è evidente che la sismicità di fondo che ha preceduto l’inizio della sequenza era decisamente più bassa di quella attuale.

Il grafico riporta il numero giornaliero di tutti i terremoti localizzati (barre colorate, scala sull’asse verticale a sinistra) e il numero totale cumulato giorno dopo giorno (la linea nera). Come si vede, dopo le fasi critiche di agosto 2016, ottobre 2016 e gennaio 2017, la sequenza ha avuto un andamento piuttosto regolare a partire dal mese di febbraio 2017, in particolare dopo il picco del 18 gennaio. Il numero medio giornaliero, pari a circa 150 eventi nei mesi di febbraio e marzo 2017 è sceso intorno ai 100 eventi tra aprile e giugno ed è arrivato ad avere valori tra 50 e 100 nell’estate 2017.

Negli ultimi mesi del 2017 sono stati rilevati una media di 30-40 eventi al giorno. I primi di marzo 2018 la sismicità è aumentata superando in un caso i 100 eventi al giorno e anche in questi primi giorni di aprile ha superato i 140 eventi al giorno. Questo aumento di sismicità è prevalentemente concentrato nel settore più settentrionale del sistema di faglie attivato nel 2016, vicino ai comuni di Muccia, Pieve Torina, Pievebovigliana (MC). L’andamento descritto è ben visibile nella figura sotto, che mostra l’andamento del numero giornaliero di eventi sismici in un’area circolare di 5 km di raggio attorno a Muccia (MC) dal 23 agosto 2016 al 6 aprile 2018.

La sequenza in Italia centrale va quindi considerata ancora attiva, con un trend generale di continua diminuzione del numero di terremoti e della loro magnitudo, ma con oscillazioni anche significative, come quelle di questi giorni, che comunque mantengono il livello energetico ancora al di sopra del livello medio calcolato prima del 24 Agosto 2016. A titolo di confronto, si ricorda che la sequenza dell’Aquila del 2009, iniziata con uno sciame a gennaio 2009, e culminata con l’evento principale del 6 aprile, è durata tecnicamente poco più di tre anni.

L’area maggiormente attiva in questi giorni rappresenta l’estremità nord del sistema di faglie che si sono attivate tra agosto 2016 e gennaio 2017. Le caratteristiche dei terremoti più forti di questo ultimo mese (orientazione e movimento sulla faglia, meccanismo focale, profondità) avvenuti in un’area circolare di 5 km di raggio attorno a Muccia (MC) (vedi tabella sotto) è coerente con quelli avvenuti nei mesi precedenti. In particolare, il meccanismo focale dell’evento più forte di magnitudo Mw 4.0 è coerente con una faglia normale orientata in direzione appenninica, in accordo con la cinematica degli eventi più importanti della sequenza.

Accade abbastanza spesso che le repliche (aftershocks) più forti in una sequenza si concentrino ai bordi delle faglie attivate con i terremoti più forti (mainshocks), soprattutto nelle fasi tardive: per questa sequenza, l’area di Muccia (MC), a nord, mostra un incremento di sismicità proprio in questi giorni e quella di Campotosto (AQ), a sud, è stata interessata da un incremento di sismicità tra luglio e settembre 2017. Tali oscillazioni di sismicità, più o meno marcate, sono possibili ma non prevedibili. Come, purtroppo, non è prevedibile allo stato attuale delle conoscenze l’eventuale attivazione di altre faglie nella zona della sequenza o nelle aree adiacenti.

a cura di Alessandro Amato, Concetta Nostro, Maurizio Pignone (INGV-Osservatorio Nazionale Terremoti) e Carlo Meletti (INGV-PI).

Comunicato integrale: https://ingvterremoti.wordpress.com/2018/04/06/sequenza-in-italia-centrale-aggiornamento-del-6-aprile-2018/

 

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Articolo di Francesco Ladisa

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