Meteo Inverno 2017 – 2018 tendenza e previsione stagionale

Meteo Inverno 2017-18 – Il 21 Dicembre data che segna  il Solstizio d’Inverno è il giorno in cui il sole raggiunge il punto più basso sull’orizzonte, esso rappresenta l’inizio della stagione invernale dal punto di vista astronomico, poi il sole inizia a risalire, fino al 20 Marzo, giorno dell’Equinozio di Primavera. Tuttavia meteorologicamente la stagione invernale comincia il 1 Dicembre e si conclude il 1 Marzo. Durante questo periodo il vortice polare raggiunge la sua massima forza ed estensione, la copertura nevosa dell’emisfero Nord (snow cover ) raggiunge la massima estensione e le temperature medie dell’emisfero Nord si abbassano notevolmente.

Meteo Inverno 2017-2018: come sarà la stagione fredda? 

Dopo un’attenta analisi di tutti i parametri sotto riportati, lo staff di inmeteo.net ha elaborato la tendenza media per la stagione invernale 2017-18.
Riteniamo che il quadro barico europeo possa essere caratterizzato da anomalie di temperatura negative sull’Est Europa e sulla Norvegia, Neutro sul Mediterraneo centro orientale (Italia compresa), positive lungo le coste atlantiche (Europa sud-occidentale in particolare). L’anticiclone delle Azzorre risulterà spesso addossato al continente Europeo  e nelle fasi di maggiore tensione zonale (fasi con vortice polare più forte) disteso sui paralleli. Di conseguenza riteniamo che avremo un Vortice Polare (VP ) mediamente forte. Tuttavia tale quadro non depone in totale sfavore del freddo e delle nevicate, anzi, riteniamo che vi saranno numerose discese di aria di origine principalmente artica o artica continentale (quindi anche molto fredde) e che queste andranno ad interessare principalmente la Germania, la Polonia, l’Austria, l’arco alpino, Francia orientale e a seguire i Balcani.

Tuttavia, nel corso delle fluttuazioni più ampie assisteremo anche ad ingressi più occidentali tanto da coinvolgere l’Italia : saranno principalmente le regioni adriatiche e il Sud Italia a trarne i benefici maggiori in termini di freddo e precipitazioni. Inoltre, qualora queste irruzioni riusciranno ad interessarci, potrebbero presentare valori termici a 850 hpa (circa 1450 metri di quota) molto bassi. Probabilmente sarà Dicembre il mese a mostrare una maggiore dinamicità atmosferica, Gennaio potrà mostrare fasi anticicloniche più o meno durature, mentre nel corso di Febbraio potremmo assistere al ritorno di dinamiche interessanti.


In conclusione : in Italia ci aspettiamo un inverno in media sia a livello di temperature che a livello di precipitazioni. Questa neutralità sarà dovuta sia dalla presenza di fasi di bel tempo abbastanza prolungate, soprattutto nel mese di Gennaio (a causa dell’anticiclone delle Azzorre spesso molto invadente), e sia dalle numerosi incursioni di aria fredda o molto fredda che si alterneranno con l’alta pressione nei mesi di Dicembre e Febbraio.
Le ondate di freddo, come specificato nel precedente paragrafo, potranno essere numerose e alcune di esse anche molto fredde (con temperature gelide) a causa del vasto serbatoio gelido che tenderà a svilupparsi sull’Europa orientale e sulla Scandinavia. Molte di queste perturbazioni potrebbero coinvolgere con maggior facilità le regioni adriatiche e il sud Italia, quindi irrompendo dai Balcani, dispensando maltempo tipicamente invernale con gran freddo, venti forti e nevicate occasionalmente anche in pianura, soprattutto nei mesi di Dicembre e Febbraio.
Situazione leggermente diversa per il nord Italia e le regioni tirreniche : l’aria fredda potrà interessare anche questi settori (soprattutto il nord-est dove ci aspettiamo anomalie lievemente negative) ma con occasioni di maltempo inferiori rispetto alle regioni adriatiche e al sud. Questo a causa dell’invadenza dell’anticiclone delle Azzorre che spesso potrebbe estendersi sin verso l’Italia occidentale. Naturalmente nel corso dell’intero trimestre invernale non sono da escludere ondate di maltempo di stampo artico in grado di raggiungere le regioni del nord, soprattutto nel mese di Dicembre, che almeno in un primo momento potrebbero essere in grado di garantire nevicate abbondanti sulle Alpi e occasionalmente anche in pianura, per poi spostarsi rapidamente al centro-sud/adriatico.

METEO INVERNO – GLI INDICI STUDIATI  – Al fine di non dilungarci in troppe spiegazioni non comprensibili ai non addetti alle previsioni stagionali, vi indicheremo solamente i parametri presi in considerazione per la stesura del meteo Inverno 2017/18.  Cliccando sulla loro sigla, è possibile consultare articoli didattici che ne spiegano i loro meccanismi e ne indicano i collegamenti con la stagione invernale. I parametri presi in considerazione sono:

  1. STA: anomalie superficiali di temperaruta degli oceani.
  2. NAO: Nord Atlantic Oscillation.
  3. QBO: Quasi Biennal Oscillation. Oscillazione quasi periodica della direzione dei venti zonali stratosferici sub equatoriali, prevista negativa a tutte le quote.
  4. Solar Flux: Flusso di particelle solari.
  5. ENSO: Possibile fase di Nina (ovvero temperature più basse della media nell’Oceano Pacifico centro-orientale, in grado di influenza il clima in molte zone del pianeta);
  6. SAI: Avanzamento stagionale dello snow cover al di sotto dei 60°N. Da vedere a fine Ottobre.
  7. PNA: North American Pattern, ci aspettiamo un PNA mediamente negativo. Probabilmente influenzato dalla possibile fase di nina.
  8. ANDAMENTO anomalie Autunnali: Spesso la disposizione delle anomalie autunnali giocano un ruolo fondamentale per l’Inverno venturo.

Solo per meteo-appassionati – Puntualmente, agli inizi di ogni stagione invernale si torna a parlare di NAM e del suo eventuale sforamento della “famosa” soglia di condizionamento. Non focalizziamoci solo su un unico indice (il quale molto probabilmente ques’anno non supererà la soglia), come dimostrato l’anno scorso (Gennaio 2017), anche in pieno condizionamento si possono avere intense fasi perturbate.

Meteo Inverno 2017/18: Puoi consultare la tendenza invernale per le singole mensilità: vai al meteo Dicembre 2017, Gennaio 2018, Febbraio 2018.

 

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