Vesuvio : monitoraggio, webcam, sismografo, notizie e rischio eruzione del vulcano

Monitoraggio costante del Vesuvio, tra i vulcani più importanti dell’Europa. Sismografo, webcam e notizie aggiornate.

Il Vesuvio è un vulcano situato in Campania, in posizione dominante rispetto al golfo di Napoli. Si tratta di uno dei vulcani più studiati e pericolosi dell’Europa a causa dell’elevata densità di popolazione alle sue pendici e delle sue tipiche eruzioni esplosive estremamente pericolose per l’uomo. Il vulcano sorge a est del vasto supervulcano dei Campi Flegrei.
Con un’altezza di 1281 m s.l.m., il Vesuvio costituisce un colpo d’occhio di rara bellezza nel panorama del golfo di Napoli.

Il Vesuvio è un vulcano di tipo esplosivo a causa della particolare struttura dell’edificio vulcanico e della notevole viscosità del magma (causata dall’alto contenuto di silice e altri gas). Per cui parliamo di un vulcano estremamente pericoloso per la vita umana, dato che le eruzioni di tipo esplosivo sono in grado di distruggere tutto ciò che si trova nel raggio di diversi chilometri dal cratere, a differenza dell’Etna che è un vulcano di tipo effusivo (ovvero non pericoloso per l’uomo).

Vulcano Vesuvio

Vulcano Vesuvio

Nel corso delgli ultimi 2000 anni il Vesuvio ha dato diverse volte prova della sua forza : tutti abbiamo sentito parlare della spaventosa eruzione del 79 d.C., responsabile della distruzione di Pompei, Ercolano, Oplontis e Stabia.
Nell’ultimo secolo ricordiamo le eruzioni del 1906 che provocò 300 morti e quella del 1944 (che uccise quasi trenta persone).

Per la sua pericolosità, alcuni interventi legislativi hanno individuato una zona a rischio in caso di eruzione, detta zona rossa. Il Dipartimento della Protezione Civile ha predisposto un piano di emergenza a riguardo (VEDI QUI).

Situazione del vulcano : attualmente il Vesuvio è in stato di quiescenza, ovvero in stato di riposo dopo la forte eruzione del 1944. In media il periodo di quiescenza del Vesuvio dura circa un decennio e solo in poche occasioni è giunto sino a 38 anni. Ciò significa che la ripresa dell’attività eruttiva è in forte ritardo rispetto alla “tabella di marcia” dato che l’ultima eruzione considerevole risale al 1944, dopodichè non si è verificato alcun parossismo degno di nota.
Nessun evento di rilievo nel mese di ottobre 2017.

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