Un Ciclone Mediterraneo sulla Regione Puglia
Da MeteoWiki.
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Introduzione
Il 26 settembre 2006 verrà a lungo ricordato nel Salento per un episodio di maltempo di intensità eccezionale. Più che la pioggia, che ha prodotto locali allagamenti, sono state le raffi che di vento, che hanno superato i 130 km/h, a produrre i danni più ingenti in provincia di Lecce. Numerosi alberi sono stati sradicati nelle campagne, cartelloni pubblicitari divelti, muri e cornicioni sono crollati. Diverse zone del Salento sono rimaste senza illuminazione per diverse ore. Molti i danni per l’agricoltura, con serre distrutte e danni per decine di migliaia di euro. Le piogge si sono concentrate invece nel barese e nel brindisino, tanto da bloccare la circolazione ferroviaria alcune decine di km a sud di Bari e quella stradale sulla superstrada Lecce-Bari per diverse ore. Nel barese, alcune famiglie sono state soccorse dagli elicotteri, avendo trovato rifugio sui tetti delle abitazioni, e un viadotto è crollato (Nuovo Quotidiano di Puglia; La Gazzetta di Lecce). Come tutti gli appassionati di meteorologia oramai sapranno, si è trattato di un ciclone con caratteristiche tropicali.
Medicanes
I Medicanes (acronimo per Mediterranean hurricanes, “uragani del Mediterraneo”) sono vortici a piccola scala che possono formarsi occasionalmente nel Mediterraneo. La struttura ha effettivamente degli elementi in comune con le strutture a larga scala che si formano nei caldi oceani tropicali, come la forma a spirale, la presenza di un “occhio”, la caduta di pressione repentina, la presenza di un nucleo caldo nei bassi strati, i forti venti superfi ciali (Reale and Atlas, 2000, Lagouvardos et al., 1999). Anche i meccanismi di formazione sono simili a quelli dei cicloni tropicali, dal momento che il minimo di pressione, associato ad una goccia fredda in quota, si sviluppa in corrispondenza di aria calda negli strati più bassi a contatto con il mare (Rasmussen et al., 1992). In effetti, gli scambi di calore sensibile e latente con la superfi cie del mare forniscono l’energia necessaria allo sviluppo del ciclone. Questi eventi, per quanto spesso confi nati sul mare, possono spingersi nell’entroterra determinando venti estremamente violenti e precipitazioni intense a carattere di rovescio. Sebbene piuttosto rari, diversi sono i casi individuati e studiati in letteratura. Nel caso del Medicane abbattutosi sul Salento, la disponibilità di una fi tta rete osservativa ha consentito di evidenziare le caratteristiche e l’evoluzione della struttura.
Analisi dati
Partiamo innanzitutto dall’analisi delle mappe a scala sinottica. Le carte in quota evidenziano un minimo chiuso, con un nucleo di aria fredda al suo interno, sul Tirreno, in corrispondenza del quale risulta ben evidenziato un minimo barico nei bassi strati. In fi gura 1 sono riportate le analisi sinottiche delle 06UTC (in alto) e delle 12UTC (in basso) (fonte: http://meteocentre. com/archive/). All’interno dell’area di bassa pressione che interessa tutta l’Italia meridionale, è possibile individuare un minimo in progressiva intensifi cazione nella parte meridionale della Puglia durante il mattino del 26 Settembre. I valori riportati nell’analisi sono di poco inferiori a 1000 hPa e non evidenziano pertanto nessuna anomalia barica di particolare rilievo.
Come vedremo, i valori di pressione
rappresentati nelle mappe di analisi
sono molto superiori ai valori che sono
stati realmente registrati. Evidentemente
la rete di stazioni sinottiche utilizzate
per la plottatura delle mappe non è
suffi cientemente fi tta sia spazialmente,
essendo disponibili nel Salento solo
le 3 stazioni di Brindisi, Galatina e
Leuca ad una distanza di circa 40 km
l’una dall’altra, che temporalmente (i
sinottici vengono prodotti ad intervalli
di tre ore) per poter rappresentare correttamente
un ciclone di piccola scala
e di rapido transito. Pertanto, per poter
analizzare correttamente la situazione
barica nell’area, si è deciso di realizzare
una mappa utilizzando i dati di
pressione provenienti da una rete di
stazioni a mesoscala costituita dalle 33
stazioni di osservazione gestite dalla
SMA S.p.A. e distribuite sul territorio
pugliese. In fi gura 2 sono rappresentate
le isobare sul Salento alle 09:30UTC.
La mappa individua chiaramente la
presenza di un profondo minimo di
986hPa, la cui circolazione interessa
un’area di circa 60 km, estendendosi
su gran parte della penisola.
Figura 1: analisi sinottica del 26 Settembre 2006 (ore 09 UTC). Fonte: http://meteocentre.com/archive/.
Figura 2: Mappa di pressione al suolo, ore 0930 UTC. Dati della SMA S.p.A.
Le mappe di pressione relative agli istanti precedenti e successivi mostrano che il transito del minimo nell’entroterra è avvenuto in circa 30 minuti, dalle 0915 alle 0945UTC, entrando sulla terraferma dal lato sud-occidentale del Salento, a nord-ovest di Leuca, e attraversando la penisola da S verso N. Tale evoluzione del minimo è evidenziata anche dal campo di rifl ettività del RADAR di proprietà della SMA S.p.A., posizionato a Maglie, al centro della provincia di Lecce, circa 15km a sud dell’aeroporto di Galatina. Tali mappe (si veda Moscatello et al.) evidenziano delle bande circolari di precipitazione in transito sul Salento; la zona all’interno di tale banda appare priva di precipitazioni, essendo associata al minimo del ciclone, che, come è noto, è privo di nuvolosità. L’evoluzione dei campi meteorologici nella stazione dell’aeronautica militare di Brindisi è illustrata in fi gura 3.
Figura 3: dall’alto verso il basso: temperatura e temperatura di rugiada (1° riquadro), pressione al livello del mare (2° riquadro), velocità del vento (3° riquadro), direzione del vento (4° riquadro). I dati sono stati misurati nella stazione dell’aeronautica militare di Brindisi il 26 settembre 2006. Fonte www.weatherunderground.com
In alto sono rappresentati i campi di temperatura (rosso) e temperatura di rugiada (verde), che presentano una sensibile
diminuzione in corrispondenza del passaggio del minimo. L’andamento della pressione (secondo riquadro) presenta un brusco
calo di circa 10 hPa in meno di 2 ore, con un minimo registrato di 992 hPa e un’immediata risalita nell’ora successiva.
Intensità e direzione del vento sono rappresentati nei due riquadri inferiori di fi gura 3. Inizialmente il vento spira da SSE;
quindi intensifi ca progressivamente in corrispondenza del passaggio del minimo, sino a raggiungere circa 80 km/h, soffi ando
da NE; infi ne l’intensità diminuisce nuovamente e il vento ruota da S-SW. Sull’aeroporto di Galatina l’evento è stato più
intenso (Moscatello et al.), essendo stato registrato un massimo di vento di 78 nodi (che è il fondo scala dello strumento) e
una diminuzione di pressione ancora maggiore, di ben 13 hPa.
L’evoluzione successiva del ciclone è evidenziata nelle immagini del Meteosat Second Generation. In fi gura 4 è mostrata
l’immagine (nel Canale 12) alle 14:42UTC del 26 Settembre 2006, zoomata sull’Italia meridionale, da cui emerge lo spostamento
dell’occhio del ciclone verso nord-ovest nel Mare Adriatico. Il minimo, risalendo parallelamente alla costa pugliese,
si approssima al Gargano nel tardo pomeriggio.
Figura 4: Immagine Meteosat - Second Generation, canale 12, ore
1442UTC (zoom sulla regione Puglia), 26 settembre 2006.
L’andamento barometrico registrato nelle stazioni della SMA (Moscatello et al.) conferma come nel tardo pomeriggio il minimo, ancora intenso (il picco è profondo circa 10 hPa), si porti nuovamente nell’entroterra all’altezza del Gargano. Nelle ore successive il minimo si affi evolisce progressivamente.
Simulazioni numeriche
Il caso studio è stato simulato attraverso il modello WRF, implementato presso l’ISAC-CNR di Lecce. WRF è un sistema di previsione meteorologica a mesoscala destinato sia alle previsioni che alla ricerca in ambito atmosferico. Contiene al suo interno, tra l’altro, differenti schemi di parametrizzazione, un sistema di assimilazione dati e un’architettura software che permette il parallelismo computazionale. WRF è utilizzabile per un vasto spettro di applicazioni coprendo un range di scale che va da poche centinaia di metri sino alla scala planetaria. Lo sforzo per sviluppare WRF è nato da una collaborazione coordinata dal Centro Nazionale di Ricerche Atmosferiche (NCAR). WRF permette di condurre simulazioni che riproducono sia condizioni reali che confi gurazioni idealizzate. Presso l’ISAC-CNR di Lecce, il WRF viene fatto girare quotidianamente (si veda www.meteosalento.it o anche http://oracolo.le.isac.cnr.it). Nel settembre 2006, la confi gurazione scelta prevedeva come condizioni iniziali e al contorno rispettivamente i campi di nord-est, attraversando il Salento a partire dalle 06 UTC (fi gura 5). Successivamente (non mostrato) si osserva lo spostamento del minimo sul mare Adriatico; il ciclone rientra successivamente nell’entroterra all’altezza del Gargano. La previsione rappresenta pertanto piuttosto correttamente l’intensità e la traiettoria del minimo mentre risulta evidente uno sfasamento temporale di circa 2-3 ore rispetto alle osservazioni.
Conclusioni
Un “medicane” ha attraversato il Salento nel mattino del 26 settembre 2006. I dati disponibili rendono possibile individuarne l’evoluzione con un buon dettaglio. Per una più completa descrizione dell’evento si veda l’articolo in stampa su rivista internazionale (Moscatello et al.). Le previsioni del modello WRF ad alta risoluzione in tempo reale sull’area di interesse hanno consentito di rappresentare in modo corretto l’evoluzione del ciclone. Va sottolineato come altre simulazioni siano state effettuate in maniera retrospettiva, che hanno evidenziato una forte dipendenza dei risultati dalle analisi scelte come condizione iniziale. L’analisi di tali simulazioni costituirà l’argomento di un futuro lavoro.
Bibliografia
- La Gazzetta di Lecce. 28 settembre 2006, pp. 1.
- Lagouvardos K, Kotroni V, Nickovic S, Jovic
D, Kallos G. 1999. Observations and model
simulations of a winter sub-synoptic vortex
over the Central Mediterranean. Meteorological
Applications 6: 371-383.
- Moscatello A, Miglietta M M, Rotunno R,
Pariti R and Raolil A. Observational analysis of
a Mediterranean “hurricane” over south-eastern
Italy, sottomesso a Atmospheric Science Letters.
- Nuovo Quotidiano di Lecce. 2006. anno VI, n.
265, pp. 2, 3, 9 -13.
- Rasmussen E, Pedersen TB, Pedersen LT, Turner
J. 1992. Polar lows and arctic instability lows
in the Bear Island region. Tellus 44A: 133–154.
- Reale O, Atlas R. 2001. Tropical Cyclone–Like
Vortices in the Extratropics: Observational
Evidence and Synoptic Analysis. Weather and
Forecasting 16: 7–34.
Ringraziamenti
Si ringrazia il dr. Vincenzo Levizzani (ISACCNR)
per aver fornito l’immagine satellitare
in fi gura 4; la SMA-S.p.A. e il Progetto
MURST-EME “Centro Sperimentale di
Nowcasting nella Regione Puglia” per i dati
utilizzati per generare le fi gura 2; il dr. Ing.
Alessandro Raolil (CCMC) per aver fornito il
programma per la realizzazione della fi gura
2; la dr.essa Agata Moscatello per aver collaborato
nell’analisi dei dati e delle simulazioni.
FONTE: INMETEO MAGAZINE 1





