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Chilo di troppo? Non è un problema, anzi ti allunga la vita

by Francesco Ladisa

Chilo di troppo? Non è un problema, al contrario il sovrappeso aiuta la salute e allunga la vita preservando da infarti e malattie che portano alla morte prematura

Chili di troppo? Non è un problema / Dopo lo studio condotto da un team di ricercatori americani guidati dalla dottoressa Katherine Fleagal, potrete stare più tranquilli. E’ emerso infatti, abbastanza a sorpresa, il seguente fattore: “avere qualche chilo di troppo, ovvero essere leggermente sovrappeso riduce il rischio di morte prematura fino al 6-7 %. Lo studio, condotto da scienziati che operano presso il noto Centro per il controllo delle malattie e prevenzione del Maryland, negli Stati Uniti d’America, ha potuto affermare, in seguito a test e ricerche approfondite svolte ad ampio raggio nel Mondo e coinvolgendo migliaia di persone sovrappeso, che anche forme di obesità, non gravi (quindi non parliamo di patologia seria), possono ridurre il pericolo di morte prematura di un individuo fino al 5%. Insomma, qualche chilo in più ti allunga la vita e risulta essere anche salutare come avete visto.

Chili di troppo? Non è un problema

Chili di troppo? Non è un problema, anzi ti allungano la vita!

Il paradosso della bilancia corre attraverso l‘indice di massa corporea (Imc). Chi può vantare un peso ideale ha un Imc compreso tra 18,5 e 24,9. Essere moderatamente in sovrappeso, come dice lo studio,vuol dire in concreto vere un indice di massa corporea tra 25 e 29,9. Mentre nel caso di un’obesità lieve il valore è compreso tra 30 e 34,9. E’ questo il limite che demarca il supposto beneficio dell’adipe. Perché se l’Imc è superiore a 35 il soggetto in questione è affetto da obesità severa e ha il 29% di possibilità in più di andare incontro a morte prematura. Un destino che tocca, tra l’altro, anche chi è sottopeso. Con Imc inferiore a 18,5 il rischio di decesso aumenta del 10%. Lo studio in questione ha mosso non poche critiche da parte di altri scienziati che rimangono perplessi più che altro sul risultato deterministico finale della ricerca stessa.

A cura di Francesco Ladisa