Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile, afferma : “C’è un discorso di specificità dell’isola d’Ischia che è in area vulcanica. Quello che però ho potuto vedere oggi è che molte costruzioni sono realizzate con materiali scadenti che non corrispondono alla normativa vigente, per questo alcuni palazzi sono crollati o rimasti danneggiati”.
Terremoto a Ischia – I tecnici : “allucinante morire per una scossa M4.0”. Ora è bufera
23 Agosto 2017, ore 16:42
Prevenzione, termine che ormai esce allo scoperto dopo ogni evento sismico di una certa rilevanza, ma che mai è seguito da fatti concreti. E qui Francesco Peduto chiama in causa, senza troppi giri, il governo e il post-Amatrice, da Renzi a Gentiloni. “Si è parlato di tante cose. Tante chiacchiere, ma un anno dopo (il terremoto in Italia centrale) non è stato fatto quasi nulla”.
Le parole di Peduto : “Il governo e il Parlamento si assumano la responsabilità di decidere senza farsi distogliere da interessi e lobby varie. Ma veramente qualcuno crede ancora alla favola dei tecnici che si arricchirebbero con il fascicolo? Far conoscere lo stato di sicurezza delle case dove un cittadino abita o lavora è un fatto di etica innanzitutto, un principio morale prima ancora che una misura di salvaguardia e di prevenzione civile. Le misure per la prevenzione non possono non essere al centro dell’agenda del prossimo governo”.
Case fatiscenti e abusivismo ad Ischia? I sindaci non sono d’accordo.
Anche l’ingegner Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA, pur considerando le peculiarità geologiche di un territorio dal sottosuolo “particolarmente fragile”, punta il dito contro un abusivismo colpevolmente tollerato : “Ischia nel corso dei decenni è stata sottoposta a una sistematica speculazione edilizia: si è costruito anche là dove leggi e buon senso non lo avrebbero permesso e, in molti casi, lo si è fatto di fretta, utilizzando materiali e tecniche di scarsa qualità e senza prevedere alcun accorgimento antisismico”.
” I crolli hanno interessato per lo più strutture antiche, tra le quali finanche una chiesa già distrutta dal terremoto del 1883 e poi riedificata. La zona di Casamicciola è storicamente la più vulnerabile ai terremoti, lo dicono i dati storici. Parlare di abusivismo edilizio in questi casi vuol dire strumentalizzare la vicenda. L’abusivismo va contrastato seriamente: esiste sull’isola, in Campania e nel resto d’Italia. Parlarne adesso non credo che sia corretto”