Una intensa ed estesa perturbazione associata ad un minimo barico attualmente collocato sull’area Ligure sta apportando maltempo sulle regioni centro-settentrionali della penisola. Questa perturbazione, più di stampo autunnale che estivo, è caratterizzata anche dalla presenza di aria molto fresca in quota che affluisce dal Nord-Europa fin sulle nostre regioni.
In particolar modo, l’aria più “fredda” interessa il Nord Italia. Complici anche le abbondanti precipitazioni, le temperature hanno subito un calo marcato ed è tornata perfino la neve in alta quota sulle Alpi. Un fenomeno un po’ insolito ma per nulla eccezionale, che si è verificato anche in altre occasioni nei mesi estivi.
Certo è curioso rivedere imbiancate le montagne che solo due settimane fa “abbrustolivano” sotto temperature altissime, con i termometri che scendevano a fatica sotto lo zero anche oltre i 4000 metri per via dell’anticiclone africano.
Dalla notte, fiocchi anche abbondanti stanno interessando i rilievi di Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Alto Adige. Le nevicate più importanti si stanno verificando al di sopra dei 2800/3000 metri, tuttavia sul Nord-Ovest le temperature piuttosto basse (7-8 gradi ad 850 hpa, circa 1500 metri di quota) stanno favorendo nevicate a quote più basse, poco sopra i 2000 metri. Fra Piemonte e Valle d’Aosta si registrano accumuli di qualche centimetro già sopra i 2200-2400 metri.
Questo lo scenario sul Monte Moro, sulle Alpi Pennine, a 2800 metri di quota, con circa 10 centimetri di manto nevoso.

Una splendida nevicata (immagine sotto) è in atto sul Cervino, fra Valle d’Aosta e Svizzera, dove a 3400 metri sono caduti circa 30 centimetri di neve fresca.


Imbiancata anche sul Monterosa a 2600 metri di quota
Il brusco calo delle temperature si sta facendo sentire anche in pianura, specialmente sul Nord-Ovest: in Piemonte al momento i termometri rimangono sotto i 15/16 gradi e abbiamo piogge battenti, che dalla tarda serata di ieri hanno già portato la caduta di 100 millimetri sulla città di Torino.
Valori termici generalmente sotto la media si osservano su tutto il Nord Italia: i picchi più alti li osserviamo su Veneto orientale, Friuli Venezia Giulia e Romagna, dove comunque si fa fatica a superare i 25-26 gradi.