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Monsone in Asia: almeno 160 morti e milioni di persone in fuga fra India, Nepal e Bangladesh

16 Luglio 2019, ore 12:26

Devastanti inondazioni stanno colpendo nelle ultime settimane parte dell’Asia, in particolare India, Bangladesh e Nepal, in seguito al monsone. 

Secondo le ultime notizie il bilancio è di almeno 160 morti. Nella parte nord-orientale dell’India si stima inoltre che almeno 3 milioni di persone abbiano dovuto abbandonare le loro abitazioni, perché danneggiate dalle alluvioni. Nello stato dell’Assam, fra i luoghi più colpiti, il fiume Brahmaputra è esondato inondando circa 1.800 centri abitati.

Il primo ministro dell’Assam, Sarbananda Sonowal, ha detto che 31 distretti su 32 sono stati interessati dalle alluvioni. Lo stato indiano è soprattutto conosciuto per le coltivazioni del tè e deve fare i conti con le inondazioni ogni anno. Nel tempo sono stati investiti diversi milioni di rupie per mettere in sicurezza gli argini dei fiumi, ma durante il monsone la loro rottura avviene quasi sempre.

(AP Photo/Anupam Nath)

Situazione molto critica in Nepal, dove tante abitazioni sono crollate in seguito a frane. La gente cerca di fuggire in tutti i modi dalle inondazioni. Nei prossimi due giorni si prevedono ancora piogge torrenziali su queste aree.

Il monsone è un vento ciclico che soffia sull’Oceano Indiano ed è il principale responsabile delle piogge monsoniche, che stagionalmente si riversano su alcune zone dell’Asia sudorientale. Questo vento nasce a causa della grande differenza termica tra il continente asiatico è l’Oceano. Il vento cambia direzione nelle stagioni, soffiando alternativamente dalla terraferma verso l’oceano e viceversa. Durante la cosiddetta “stagione delle piogge” nelle regioni dove soffia il monsone le piogge monsoniche si riversano con tutta la loro potenza sul subcontinente indiano, il sudest asiatico e sulla Cina meridionale.