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Incendi in Siberia : bruciati 3 milioni di ettari. A fuoco un’area più grande della Sicilia

1 Agosto 2019, ore 21:38

La situazione in Siberia sta assumendo contorni apocalittici, mai visti negli ultimi diecimila anni. Gli incendi stanno continuando a devastare centinaia di migliaia di ettari di boschi tipici dell’area sub-polare ed in particolar modo le conifere. Addirittura sono andati in fumo, in totale, ben 3 milioni di ettari di verde : un evento del genere non si era mai verificato prima.

L’intervento dei Vigili del fuoco non basta : le fiamme continuano a proliferare approfittando del clima caldo e soprattutto secco che sta imperversando sulle regioni centro-orientali della Siberia (mentre dalla parte opposta della Russia è in atto una notevole ondata di freddo polare). Il fumo degli incendi è addirittura visibile dai satelliti (VEDI QUI).

IN FIAMME UNA REGIONE COME LA SICILIA | Se mettessimo assieme tutte le aree andate a fuoco in Siberia, otterremmo un’area vasta più della Sicilia, addirittura più grande del Belgio (parliamo di oltre 30.000 chilometri quadrati).

IMMISSIONI STRAORDINARIE DI CO2 | Stando al WMO (World Meteorological Organization) i soli roghi del mese di giugno nelle zone artiche hanno emesso ben 50 milioni di tonnellate di CO2 in atmosfera, mentre se sommiamo gli incendi degli ultimi giorni la stima supera abbondantemente i 100 milioni di tonnellate. 
Un aumento così spropositato dell’immissione di anidride carbonica è dovuta anche alla combustione della torba, particolarmente ricca di carbonio.

IMPATTO AMBIENTALE GRAVE | Tutti questi incendi proseguiranno ancora per giorni, considerando anche il “dietrofront” della Russia sugli interventi di soccorso. Le autorità russe hanno difatti bloccato gran parte delle opere di intervento dei Vigili del Fuoco a causa delle distanze eccessive tra le città e le aree a fuoco. Questo aspetto è stato considerato “antieconomico”. Per stessa ammissione del governo, non è conveniente ancora spostare personale in massa, perché le fiamme non minacciano centri abitati.

Insomma gli incendi potrebbero proseguire ancora per giorni, se non per settimane, in attesa di un miracoloso intervento della pioggia, al momento unico vero mezzo per porre fine a questo disastro. Per il momento la Siberia continuerà a bruciare, ad immettere tonnellate di CO2 nell’aria e a facilitare la vita al riscaldamento globale.