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Uragano Dorian flagella le Bahamas, case distrutte e inondate. Cinque vittime

3 Settembre 2019, ore 10:28

Situazione drammatica alle Bahamas dove l’uragano Dorian continua ad abbattersi senza tregua da oltre 36 ore. Il ciclone tropicale ha fortemente rallentato il suo moto verso ovest, come già vi indicammo ieri: questo fattore è risultato determinante nell’estremizzare i fenomeni su gran parte dell’arcipelago, ma soprattutto sulle isole settentrionali di Abaco e Grand Bahama dove per oltre 36 ore il vento è rimasto su velocità proibitive (> 250 km/h) e le inondazioni sono state eccezionali ed estese).

Ora il ciclone tropicale Dorian, col suo occhio, è ancora posto davanti alle coste di Grand Bahama e si appresta a muoversi verso le coste della Florida (che nono colpirà direttamente). Dorian è stato declassato ad uragano di categoria 3 e si muove ad una velocità di circa 2 km/h, ma fortunatamente andrà via via ad incrementare il suo moto verso nord e verso il nord Atlantico. 

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La situazione è disastrosa alle Bahamas: interi centri abitati sono sommersi dall’oceano per effetto dello “storm surge”, fenomeno che consiste nell’innalzamento del livello del mare (simile ad uno tsunami), innescato proprio dai venti fortissimi che sferzano la superficie del mare. Il primo ministro delle Bahamas ha appena confermato che almeno cinque persone sono morte, ma il bilancio potrebbe essere ancora provvisorio. 
Fortunatamente le evacuazioni di massa avvenute nei giorni scorsi hanno permesso a tante persone di scampare ad un disastro pressocchè totale. Intere abitazioni sono state spazzate via, altre totalmente allagate, come in un film di fantascienza.

Temperatura dell’oceano crollata sul percorso dell’uragano. Il “verde” indica come la temperatura sia scesa sotto i 26°C, proprio dove l’uragano sta stazionando da un giorno intero assorbendo energia enorme dall’oceano.

L’uragano ha sviluppato un’energia clamorosa nel suo percorso sulle Bahamas: stando ai primi calcoli pare che abbia prodotto un’energia pari ad oltre 50.000 testate nucleari. Questo eccezionale consumo di energia lo si evince anche dalle temperature superficiali dell’oceano su cui è transitato il ciclone: la temperatura è crollata di 4-7°C in mare aperto (passando da +29°C ad appena 22-25°C), cosa davvero non facile considerando che l’acqua marina perde il suo calore con estrema lentezza. Tutto quel calore marino è stato sfruttato dall’uragano per auto-alimentarsi e dar vita a fenomeni di estrema entità.