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Etna, aggiornamento INGV: si risveglia il cratere Voragine

12 Settembre 2019, ore 12:52

Il vulcano siciliano continua ad essere in fermento, con frequenti boati ed emissioni di cenere dall’area sommitale. 

Negli ultimi minuti si osserva anche il risveglio – con emissione di materiale caldo – del cratere Voragine (detto anche “Centrale”), che da Maggio 2016 non aveva mostrato attività eruttiva, a parte qualche emissione di cenere a Giugno. 

L’INGV ha diffuso un comunicato poco fa sullo stato del vulcano. Lo riportiamo di seguito:

COMUNICATO DI ATTIVITA’ VULCANICA del 2019-09-12 09:46:02(UTC) – ETNA.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che il miglioramento delle condizioni meteo, a partire dalle 18:00 UTC circa di giorno 11 settembre, ha permesso di osservare che continua l’attività esplosiva al Cratere di NE con intensità variabile nonostante il generale decremento rispetto ai giorni precedenti. Inoltre, dalla mattina di oggi 12 settembre si è osservata emissione di cenere dal Cratere Voragine. In particolare, sono state registrate emissioni alle 04:15:30 UTC, 05:20:00 UTC, 06:16:30 UTC, 07:10:00 UTC, 09:04:10 UTC, 09:10:30 UTC e 09:17:30 UTC. Le emissioni di cenere sono progressivamente aumentate in frequenza ed hanno prodotto cenere diluita che si è dispersa rapidamente in area sommitale.

Il flusso di SO2 misurato tramite rete FLAME Etna alle 09:15 UTC sta registrando un valore di flusso di SO2 medio-giornaliero che si pone su un livello medio ed al di sotto della soglia attenzione delle 5000 t/d.
A partire dalle ore 12:00 UTC circa di giorno 11 settembre, è stato osservato un progressivo decremento dell’ampiezza del tremore vulcanico. Successivamente l’ampiezza ha mostrato oscillazioni intorno a valori medo-alti, che tutt’ora permangono.
Relativamente all’ubicazione della sorgente del tremore, nelle ultime 24 ore, essa continua ad essere confinata nell’area del Cratere di NE, a quote che oscillano tra i 2000 e i 2800 m s.l.m.
L’attività infrasonica nella giornata dell’11 settembre è stata localizzata in corrispondenza del Cratere di NE, tuttavia il tasso di accadimento degli eventi ha subito un decremento. Attualmente la sorgente degli eventi infrasonici risulta localizzata in corrispondenza del cratere Voragine.
Dalle reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo non si osservano variazioni significative.