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Previsioni meteo: ciclone Lorenzo cambia i piani, in arrivo ondata di FREDDO e maltempo

27 Settembre 2019, ore 19:55

Il mese di settembre ormai volge alla sua conclusione senza particolari scossoni dal punto di vista meteorologico: l’alta pressione continua e continuerà a portare bel tempo e clima più caldo del normale almeno sino al termine del primo mese dell’autunno, che di “autunnale” ha mostrato davvero poco o nulla. 
Questa situazione di monotonia sarà presto bruscamente interrotta da una pedina esterna allo scacchiere europeo: il ciclone tropicale Lorenzo. Attualmente l’uragano è ancora situato nel cuore dell’Atlantico e nei prossimi giorni si dirigerà sulle isole Azzorre. A seguire il ciclone si collegherà alla corrente a getto nord atlantica dove porterà un po’ di scombussolamento e darà via ad una serie concatenata di eventi tali da stravolgere quella che è l’attuale disposizione delle figure bariche sull’Europa.

Lorenzo sarà in parte responsabile dell’espansione dell’alta pressione sull’Europa occidentale sin verso l’Inghilterra: questa situazione favorirà contemporaneamente la discesa di una massa d’aria più fredda dalla Scandinavia verso il Mediterraneo centro-orientale e l’Italia, esattamente tra il 2 e il 4 ottobre. 

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Dunque si prospetta un sensibile cambiamento del tempo sulla nostra penisola: l’alta pressione e il caldo fuori stagione saranno spazzati via per almeno 2-3 giorni da aria più fredda di origine artica, capace di far crollare le temperature di oltre 10/12°C su quasi tutta Italia. L’aria fredda porterà molto probabilmente la colonnina di mercurio sin sotto i 10°C nelle minime sul centro-nord e le massime non oltre i 15/18°C. Premettiamo che il calo termico vero e proprio giungerebbe precisamente tra 3 e 4 ottobre, mentre il maltempo si mostrerà già 24 ore prima.
L’aria fredda porterà anche tanta instabilità dapprima al nord (tra 1 e 2 ottobre) e a seguire al centro-sud tra 2 e 4 ottobre. Ci aspettiamo tanti temporali e acquazzoni, venti sostenuti di tramontana e anche il ritorno della neve sulle Alpi orientali e l’Appennino oltre i 1500/1800 metri di quota.