INGV: “terremoto in Albania forte come quello di Norcia 2016, possibili altre scosse forti”

by Raffaele Laricchia
26 Novembre 2019 - 20:12

In Albania la situazione continua ad essere drammatica: come vi abbiamo informato poc’anzi, le vittime sono salite a 22, mentre sono 600 i feriti. Tanti ancora i dispersi sepolti sotto le macerie, centinaia le case e i palazzi crollati tra Durazzo e Lezha.

Il potente terremoto di magnitudo 6.5 avvenuto questa notte alle 03.54 ha dato inizio ad un’importante sequenza sismica, caratterizzata da altre 3 scosse superiori alla magnitudo 5.0 e altre centinaia di episodi più deboli. Si tratta del più forte terremoto avvenuto in Albania negli ultimi 100 anni e anche il più distruttivo.
Poche ore dopo è stata registrata una forte scossa anche in Bosnia, avvertita in Italia.

Possibili altre scosse forti

Su questa notevole sequenza di scosse, si è pronunciato anche Alessandro Amato, responsabile del centro allerta tsunami dell‘INGV, intervistato dall’AGI: “È stato l’inizio di una sequenza. E’ possibile che arrivino altre scosse piuttosto forti. Nelle ore successive alla prima scossa ne sono arrivate altre due di magnitudo superiore a 5 e poi decine di intensità più lieve. D’altro canto il terremoto della notte scorsa in Albania come intensità è stato pari a quello di Norcia dell’ottobre 2016 che, come sappiamo, ha avuto decine di migliaia di repliche“.

“Sette minuti dopo il sisma” – prosegue Amato – “il Centro tsunami ha diramato alla Protezione Civile un’allerta per rischio tsunami in Albania e Montenegro e in seconda battuta anche per l’Italia. L’allerta è stata cancellata questa mattina poco prima delle 7, quando i dati dei mareografi hanno indicato che il livello dei mari non destava preoccupazione.”

Sulla scossa avvenuta in Bosnia, invece: “è un terremoto 30 volte più piccolo di quello che ha colpito Durazzo e si è verificato circa 200 km più a nord, in un’altra area di faglia. Tutto il sistema adriatico dalla parte dei Balcani – conclude l’esperto – è attraversato da sistemi di faglie compressive: è in atto un fenomeno di raccorciamento della crosta dovuto ai movimenti della placca adriatica, e questo fenomeno interessa tutta la fascia costiera, a partire dalla Slovenia fino alla Grecia.”