Home > Salute, scienze e tecnologie > Coronavirus, Hong Kong sta vivendo una seconda quarantena, picco di contagi dopo la riapertura

Coronavirus, Hong Kong sta vivendo una seconda quarantena, picco di contagi dopo la riapertura

1 Aprile 2020, ore 9:04

E’ tornata la paura a Hong Kong, dove una volta cessato il “lockdown” si sta ripresentando una crescita dei contagi.

Nella metropoli cinese si era tornati quasi alla normalità da qualche settimana. Il 15 di Marzo i cittadini di Hong Kong avevano ripreso la vita quotidiana, i mezzi erano tornati a circolare: si poteva uscire per fare passeggiate e bar e ristoranti avevano riaperto, sebbene con alcune misure di sicurezza.

Ma il virus ancora “in circolazione”, non essendo stato debellato del tutto, ha originato una nuova diffusione dei contagi. Venerdì 27 marzo sono stati registrati 65 casi, mentre nella giornata di domenica i casi sono stati 82. Numeri non elevati considerando la popolazione (oltre 7 milioni) di Hong Kong ma che rappresentano comunque un record dall’inizio dell’emergenza sul territorio nazionale e fanno temere una più ampia e incontrollata diffusione del virus.

Così, proprio quando la regione autonoma cinese si era convinta di aver superato praticamente indenne l’epidemia – al momento conta 518 casi e meno di dieci morti su 7,4 milioni di abitanti – e aveva dato il via alla riapertura di uffici, negozi e fabbriche, l’incubo è tornato.

I nuovi casi di Covid-19 sono stati rilevati soprattutto tra gli studenti di ritorno da località europee e dagli Statiti Uniti. Per questo il Governo ha deciso di chiudere subito l’aeroporto agli stranieri, e chi arriverà dall’estero dovrà farsi 14 giorni di quarantena.

Ma non solo: il governo ha fatto dietrofront rimettendo anche l’obbligo di restare in casa e vietando gli assembramenti (con più di 4 persone ravvicinate):una sorta di seconda quarantena.

Come riferisce la rivista The Atlentic, quanto successo a Hong Kong deve essere un monito per tutti quei Paesi – tra cui anche l’Italia – che con il calo dei contagi pensano di tornare subito alla normalità. Questo scenario va messo in conto purtroppo anche per la nostra nazione, anzi bisognerà essere anche più prudenti visti i numeri ben più gravi che stanno caratterizzando l’epidemia nel vostro paese. Tornare alla normalità con il virus ancora in circolazione (anche con pochi casi) potrebbe vanificare la lunga quarantena che stiamo affrontando.