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Coronavirus, il vaccino-cerotto supera i primi test, la speranza arriva da un barese

3 Aprile 2020, ore 9:50

La lotta al Covid-19 prosegue anche nei laboratori di ricerca di molti angoli del mondo, al fine di creare un vaccino in grado di inibire una volta per tutte il patogeno che in questi giorni sta mettendo in ginocchio tantissimi Paesi. Finalmente arrivano notizie incoraggianti in tal senso dalla School of Medicine dell’Università di Pittsburgh (USA), centro di eccellenza nella lotta alle malattie emergenti.

La speranza arriva proprio dal barese Andrea Gambotto, studioso e ricercatore che col suo team sta lavorando alla creazione di un vaccino capace di fermare la corsa del temibile sars-cov-2 (il vero nome del coronavirus). I primi risultati dei testi effettuati sui topi sono davvero incoraggianti e le modalità di vaccinazione lasciano ben sperare per un prodotto economico e semplice alla portata di tutti. Si tratta di un “vaccino-cerotto” che sui piccoli roditori sta avendo notevoli effetti positivi: esso è in grado di rilasciare sottopelle il principio attivo che permette poi la creazione degli anticorpi in grado di sconfiggere definitivamente il Covid-19 (nome della malattia generata dal sars-cov-2).

Andrea Gambotto già nel 2003 ha realizzato il primo vaccino in assoluto contro un altro coronavirus, ovvero la SARS. Quel vaccino non venne in seguito diffuso perchè il patogeno si eclissò da solo in breve tempo. Nel 2014 lavorò al vaccino per un altro coronavirus, ovvero la MERS.
Le parole di Andrea rilasciate sulla rivista EBiomedicine (Lancet) donano speranza e forza in tutta la popolazione: “il vaccino potrebbe entrare già entro un mese nei test clinici di fase I su individui”.
Gambotto è originario della Puglia, in particolare di Bari, da ragazzo ha studiato al liceo scientifico Scacchi e si è laureato all’Università degli Studi di Bari in Medicina nel 1994 per poi sbarcare nei centri di ricerca degli USA.

Cos’è il vaccino-cerotto?

Andrea Gambotto, col suo team di ricerca, ha messo a punto un vaccino a forma di cerotto in grado di rilasciare il principio attivo nell’organismo. Per la precisione si tratta di 400 micropunture erogate da sottilissimi aghetti posti sul cerotto (largo circa 1,5 centimetri), sul braccio o sulla spalla. L’immunità al sars-cov-2 può svilupparsi entro due settimane e nelle successive due può essere in grado di contrastare in maniera decisiva il coronavirus. Insomma un sistema semplice e mirato che potrebbe davvero debellare la pandemia.
Secondo Gambotto, se la Fda autorizzasse il passaggio del test direttamente sull’uomo, in 5 mesi si potrebbe cominciare la produzione del vaccino su larga scala.

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