Protezione civile, dati coronavirus del 17 aprile 2020: 575 vittime, tantissimi guariti

by Raffaele Laricchia
17 Aprile 2020 - 18:20

Aggiornamenti molto positivi quest’oggi sul fronte epidemia: Angelo Borrelli, nella consueta conferenza stampa della protezione civile, ha mostrato gli ulteriori passi in avanti sulla pressione ospedaliera, anche quest’oggi in evidente calo. Tantissimi i guariti delle ultime 24 ore, mentre calano anche i nuovi tamponi positivi (oggi 3.493, mentre ieri ne erano stati registrati 3.786) a fronte di oltre 60.000 tamponi effettuati (il 5.3% del totale, la percentuale più bassa da inizio epidemia).
Purtroppo il numero delle nuove vittime continua ad essere molto alto.
Rispetto a ieri si denota un forte calo dei ricoveri con sintomi (si sono liberati 1.107 posti senza che questi venissero rioccupati).

Secondo l’ultimissimo aggiornamento della Protezione Civile (ore 17.00 di oggi 17 aprile 2020) al momento abbiamo:
– totale tamponi positivi oggi: 3.493 (-293 rispetto a ieri)
– 22.745 vittime (+575 rispetto a ieri)
– 42.727 guariti (+2.563 rispetto a ieri)
– 106.962 casi ATTUALMENTE positivi* (+355 rispetto a ieri)
– 2.812 in terapia intensiva (-124 rispetto a ieri)
– 25.786 ricoverati con sintomi (-1.107 rispetto a ieri)

– totale persone colpite dal Covid-19 in Italia (comprensivi di vittime e guariti): 172.434 (+3.493 rispetto a ieri)

*i casi attualmente positivi sono tutte quelle persone, tra ospedali e isolamento domiciliare, positive al Covid-19. Pertanto questo numero non tiene conto delle vittime e dei guariti, che non essendo più positivi al virus vengono sottratti dopo aver aggiunto i nuovi tamponi positivi.

Il 72% /oltre 74.000) dei positivi è in isolamento domiciliare. Nel conteggio delle vittime sono presenti sia quelle “con coronavirus” che “per coronavirus”. Almeno il 21% dei deceduti presenta almeno una patologia pregressa (non necessariamente grave), un altro 25% almeno due patologie e il 50% ben tre patologie; solo il’2% non presenta alcuna patologia. Molti purtroppo i pazienti che richiedono la terapia intensiva per far fronte alla malattia.

L’attenzione resta alta: il costante calo dei ricoveri in terapia intensiva, ormai cominciato da oltre 10 giorni, non deve portare ad un allentamento delle restrizioni, anzi, deve spingerci ad un ulteriore sacrificio che permetterà di sconfiggere o quantomeno tamponare fortemente l’epidemia.

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