Protezione civile, dati coronavirus del 19 aprile 2020: calano nuovi contagi e vittime

by Raffaele Laricchia
19 Aprile 2020 - 18:41

Numeri decisamente più propositivi nel bilancio giornaliero sulll’epidemia del coronavirus in Italia. La Protezione Civile informa di un deciso calo dei nuovi contagi e parallelamente un calo del numero delle vittime rispetto a ieri.
I nuovi tamponi positivi sono stati 3.047, ben 444 in meno rispetto agli aggiornamenti di ieri. Tantissimi anche i guariti, mentre continuano a svuotarsi i reparti di terapia intensiva.
L’incremento rispetto a ieri dei casi positivi attualmente in Italia è di 486 pazienti (ovviamente dopo aver opportunamente sottratto il numero dei decessi e dei guariti).

Secondo l’ultimissimo aggiornamento della Protezione Civile (ore 17.00 di oggi 19 aprile 2020) al momento abbiamo:
– totale tamponi positivi oggi: 3.047 (-444 rispetto a ieri)
– 23.660 vittime (+433 rispetto a ieri)
– 47.055 guariti (+2.128 rispetto a ieri)
– 108.257 casi ATTUALMENTE positivi* (+486 rispetto a ieri)
– 2.635 in terapia intensiva (-98 rispetto a ieri)
– 25.033 ricoverati con sintomi (+26 rispetto a ieri)

– totale persone colpite dal Covid-19 in Italia (comprensivi di vittime e guariti): 178.972 (+3.047 rispetto a ieri)

*i casi attualmente positivi sono tutte quelle persone, tra ospedali e isolamento domiciliare, positive al Covid-19. Pertanto questo numero non tiene conto delle vittime e dei guariti, che non essendo piĂą positivi al virus vengono sottratti dopo aver aggiunto i nuovi tamponi positivi.

Il 74% /oltre 80.000) dei positivi è in isolamento domiciliare. Nel conteggio delle vittime sono presenti sia quelle “con coronavirus” che “per coronavirus”. Almeno il 21% dei deceduti presenta almeno una patologia pregressa (non necessariamente grave), un altro 25% almeno due patologie e il 50% ben tre patologie; solo il’2% non presenta alcuna patologia. Molti purtroppo i pazienti che richiedono la terapia intensiva per far fronte alla malattia.

L’attenzione resta alta: il costante calo dei ricoveri in terapia intensiva, ormai cominciato da oltre 10 giorni, non deve portare ad un allentamento delle restrizioni, anzi, deve spingerci ad un ulteriore sacrificio che permetterà di sconfiggere o quantomeno tamponare fortemente l’epidemia.

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